Iran, Trump assicura militarizzazione Stretto e respinge negoziati con Teheran, Pasdaran promettono di "uccidere Netanyahu"
Mentre Trump tenta di arginare la crisi economico-energetica mondiale dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz, restano oscure le condizioni dei leader Mojtaba Khamenei e Benjamin Netanyahu, che molte fonti danno per morto ma che oggi i Pasdaran giurano di "braccare e uccidere"
"Speriamo che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito (...) inviino navi nella zona in modo che lo Stretto di Hormuz non si più una minaccia da parte di una nazione che è stata totalmente decapitata". Il braccio di ferro tra le potenze occidentali e l'Iran per il "controllo" dello Stretto di Hormuz ha portato nelle ultime ore il tycoon a "sperare" in un aiuto esterno per poter garantire il passaggio sicuro di petroliere e gasoliere per quel collo di bottiglia che da settimane genera instabilità nel settore economico-energetico globale. E questo solo pochi giorni dopo che 'The Donald' "invitava" le navi a "farsi coraggio" (a "tirare fuori le pa*le") e ad attraversarlo.
Iran, Trump assicura militarizzazione Stretto e respinge negoziati con Teheran, Pasdaran promettono di "uccidere Netanyahu"
Lo Stretto di Hormuz, da giorni ormai nuovo fronte di una guerra energetica collaterale a quella militare in atto, resta uno dei punti caldi del conflitto voluto da Trump. Uno dei punti, spiegano gli analisti, che determinerà pesantemente le midterm repubblicane, sebbene in un'intervista telefonica a NBC, il tycoon abbia respinto gli affanni politici: "Non sono affatto preoccupato. L'unica cosa che voglio fare è assicurarmi che l'Iran non possa mai più essere il prepotente del Medio Oriente". Ma le difficoltà di gestire un conflitto che potrebbe espandersi ulteriormente, e la necessità di smarcarsi dal conflitto con una exit strategy efficace sono ciò che ha portato il tycoon a scegliere una precisa strategia comunicativa. Sui prezzi della benzina 'The Donald' ha nuovamente rassicurato, "Penso che scenderanno ancora di più rispetto a prima, e io li avevo visti a livelli minimi storici. C'è così tanto petrolio, gas... ce n'è così tanto là fuori, ma sapete, è un po' ostruito. Sarà sbloccato molto presto", salvo poi chiedere aiuto a Paesi esteri per una militarizzazione dello Stretto.
Mossa che ha scatenato l'ilarità iraniana. Significativo il commento su X di Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano: "Il tanto decantato 'ombrello di sicurezza' statunitense si è rivelato pieno di falle e, anziché scoraggiare i problemi, sembra piuttosto attirarli. Gli Stati Uniti ora stanno implorando gli altri, persino la Cina, di aiutarli a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz". Lo Stretto, rassicura Teheran, è chiuso solo ai "nemici dell'Iran e ai loro alleati". Mentre l'amministrazione Usa respinge le proposte degli alleati mediorientali di avviare negoziati per risolvere diplomaticamente la questione con l'Iran, l'incognita sull'integrità fisica del nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei resta.
Replicando alla NBC, Trump ha messo in dubbio che Mojtaba sia ancora in vita: "Non so se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo. Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi". Il tycoon non ha specificato quale fosse però la fonte della notizia della presunta morte della Guida Suprema: "una voce di corridoio". Alle incertezze sull'incolumità di Khamenei si aggiungono i dubbi sul "destino del criminale Primo Ministro sionista" che oggi i Pasdaran hanno giurato di "inseguire e uccidere". Da diversi giorni fonti giornalistiche comunicano l'insolita "assenza" di Netanyahu: è rimbalzata su diversi canali d'informazione internazionale la notizia secondo cui il leader israeliano sarebbe morto.