13 Marzo 2026
Bandiera italiana e Usa, fonte: imagoeconomica
Vogliamo votare per il presidente degli Stati Uniti e il Congresso USA (non ridete!). Se deve esserci colonizzazione, come è stata dal secondo conflitto mondiale, almeno dateci il voto. Anche i servi della gleba si sono emancipati, perché noi no? I cittadini europei e italiani vedono negli USA decidere le proprie sorti.
Oggi gli Stati Uniti bombardano l'Iran: un pericolo reale di atomica o di conflitti mondiali scatenabili dall’Iran non c'è, anche a detta degli USA in almeno 4 dichiarazioni ufficiali. Ma il petrolio dei loro alleati arabi si ferma e allora, con un tratto di penna, il ministero del Tesoro USA riabilita quelli che fino a ieri erano "mostri", i russi, con i quali siamo in guerra per l’Ucraina. Una guerra, per volere USA, che sta uccidendo innocenti, distruggendo un Paese e impoverendo un continente. Ora però il petrolio russo va bene. Lo annuncia il segretario al Tesoro USA Scott Bessent: "Per ampliare la portata globale delle forniture esistenti di petrolio, concediamo un'autorizzazione temporanea che consente ai Paesi europei di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare". Una misura circoscritta e di breve durata.
Loro decidono quando colpire, quando e cosa possiamo comprare, chi è cosa sognare. Il nostro approvvigionamento energetico, la nostra economia, la nostra vita, persino le nostre fantasie (la cultura, tra cui il cinema e la musica europea ridotti allo scimmiottamento di quello USA) dipendono da un loro permesso. L'Europa è fatta da comparse.
Pensiamo al terrore con l’ISIS che per un decennio poteva colpire ovunque. Senza la guerra all'Iraq nel 2003, l’ISIS non sarebbe esistito, lo scrivono gli stessi analisti americani: una guerra di aggressione basata su armi di distruzione di massa che non esistevano e senza l’avvallo delle Nazioni Unite.
Pensiamo alle basi militari USA in Italia. Non le abbiamo volute, ce le hanno imposte e condizionano la nostra politica estera. Pensiamo alla guerra in Kosovo, nel 1999, con i bombardamenti della Serbia, uccidendo anche civili, come ha documentato Amnesty International. Pensiamo a come l'Italia abbia subito per decenni la dottrina strategica della guerra fredda, con missili puntati e stragi di Stato che qualcuno ha definito "strategia della tensione". Pensiamo ai documenti USA desecretati che mostrano come al Piano Marshall fosse affiancata la creazione di istituzioni europee che integrassero i Paesi secondo gli interessi statunitensi, trattando leader come Robert Schuman (tra i padri fondatori e architetti della UE) e Paul-Henri Spaak (tra i principali promotori della cooperazione politica ed economica tra gli stati europei nel dopoguerra) alla stregua di "bassa manovalanza". Il Caso Italsider del 1961 (ora ILVA) che aveva ricevuto una commessa per tubi di acciaio da vendere ai russi. Il caso creò uno scontro diplomatico e un accordo segreto ad emblema della dipendenza tecnologica italiana dagli USA.
Il colpo di stato che si è attuato con Tangentopoli in Italia negli anni ‘90, alla caduta del muro di Berlino e che ha raso al suolo la classe politica italiana, escluso i nipotini del PCI. Il mondo della prima Repubblica non serviva più e tutti i segreti del sistema di finanziamenti occulti ai partiti divennero miracolosamente pubblici e oggetto di inchieste giudiziarie che andavano a segno, grazie anche alla grancassa dei media unificati, situazione fino a qualche tempo prima inimmaginabile. Si potrebbero scrivere milioni di pagine sul sistema di colonizzazione USA dell’Italia e dell’Europa, soprattutto grazie ai documenti USA desecratati.
Scegliere i valori occidentali ha senso se è obbedienza supina: se non è in autonomia. La democrazia non è il diritto di scegliere a quale padrone o potenza obbedire, ma la libertà di essere padroni del proprio destino.
Per questo è maturo il tempo di una riflessione (non ridete!). Finché la nostra sicurezza, la nostra energia, la nostra politica estera, persino le nostre fantasie e la nostra cultura saranno decise negli USA, noi saremo solo spettatori. E ogni loro scelta, ogni loro bomba condizionerà la nostra vita. E noi potremo solo guardare.
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