Iran, Trump si auto-celebra: "La guerra è quasi finita", i pasdaran frenano: "Il conflitto finisce quando lo diciamo noi"
Trump annuncia la fine imminente della guerra e rivendica i successi militari. I pasdaran iraniani respingono la narrativa americana: “La resistenza continua”
il presidente statunitense Donald Trump si è auto-celebrato in una conferenza stampa nella notte italiana di ieri, lunedì 9 marzo. Il tycoon ha infatti dichiarato: "La guerra in Iran è quasi finita, in anticipo rispetto alle previsioni, Teheran non ha più né marina, né aviazione". I pasdaran, però, hanno subito frenato The Donald: "Il conflitto finisce quando lo diciamo noi, la resistenza continua".
Iran, Trump si auto-celebra: "La guerra è quasi finita", i pasdaran frenano: "Il conflitto finisce quando lo diciamo noi"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostiene che il conflitto con l’Iran sia ormai vicino alla conclusione, mentre da Teheran i pasdaran negano qualsiasi sconfitta e promettono di continuare la resistenza. Il confronto militare, avviato con l’operazione statunitense "Epic Fury" e quella israeliana "Roar of the Lion" il 28 febbraio, resta quindi segnato da due narrazioni opposte.
Parlando durante una conferenza stampa al suo golf club di Miami, il Trump National Doral, Trump ha rivendicato i risultati militari ottenuti. Secondo il presidente americano, le forze statunitensi avrebbero “spazzato via” gran parte delle capacità militari iraniane in pochi giorni. “Siamo molto vicini alla fine della guerra”, ha dichiarato, sottolineando che l’intervento sarebbe stato necessario per prevenire un attacco imminente contro gli Stati Uniti e i loro alleati.
Trump ha sostenuto che senza l’azione militare l’Iran avrebbe potuto “prendere il controllo del Medio Oriente” e distruggere Israele. Washington, ha aggiunto, avrebbe già distrutto circa l’80% dei siti missilistici iraniani e colpito fabbriche di droni e infrastrutture militari. Il presidente ha inoltre avvertito Teheran che eventuali tentativi di bloccare il traffico petrolifero nello stretto di Hormuz provocherebbero una risposta “molto, molto più dura”.
Il leader americano ha anche lanciato un messaggio politico sul futuro dell’Iran, criticando la nomina della nuova guida suprema, Mojtaba Khamenei, succeduto al padre Ali Khamenei. “Devono avere un leader che sia in grado di agire per la pace”, ha affermato, lasciando intendere che Washington preferirebbe un cambiamento nella leadership iraniana.
Da Teheran, tuttavia, arriva una lettura diametralmente opposta. I pasdaran hanno respinto le dichiarazioni americane e sostengono che il conflitto non sia affatto concluso. In una dichiarazione diffusa dai media iraniani, i Guardiani della Rivoluzione hanno affermato che le capacità militari del Paese restano operative e che gli attacchi statunitensi non avrebbero compromesso la struttura della difesa iraniana.
Secondo i pasdaran, la guerra rappresenta solo una nuova fase dello scontro con Washington e i suoi alleati regionali. “La resistenza continuerà finché l’aggressione non sarà fermata”, hanno affermato i comandanti iraniani, promettendo ulteriori azioni nel caso di nuovi attacchi.