Israele invade il Libano, truppe di terra Idf entrano nel sud del Paese, il disegno 'The Greater Israel' che coinvolge anche l'Iran

L'invasione del Libano si inserisce nel cosiddetto piano "The Greater Israel", una strategia di espansione coloniale che prevede la conquista dei territori circostanti ad Israele quali Libano, Siria, Palestina, Giordania ed Egitto

L’ingresso delle truppe di terra dell’Idf nel sud del Libano, autorizzate dal ministro della difesa Katz, rientra in un più ampio disegno di espansione del governo di Benjamin Netanyahu. Questo ha previsto la conquista di Gaza e della Cisgiordania e, ad opera compiuta, punta ora verso il Libano. L’invasione via terra arriva dopo giorni di bombardamenti intensi su Beirut, sulla Dahieh e sulle regioni meridionali e orientali del Paese, e si inserisce in una fase in cui gli Stati Uniti tengono impegnato l’Iran su un altro fronte, creando di fatto le condizioni strategiche per un’accelerazione israeliana sul Libano. Senza un Iran distratto, un’operazione di questa portata difficilmente sarebbe stata possibile. L’obiettivo reale di Tel Aviv si mostra sempre più evidente ed è il progetto "The Greater Israel", come anticipato da Il Giornale d'Italia, che prevede la conquista dei territori circostanti ad Israele quali Libano, Siria, Palestina, Giordania ed Egitto.

Israele invade il Libano, truppe di terra Idf nel sud del Paese, Tel Aviv continua progetto colonialista "The Greater Israel"

L’esercito israeliano ha confermato che forze della 91ª divisione sono entrate nel Libano meridionale e mantengono il controllo di diverse posizioni nell’area. L’ingresso via terra arriva dopo una nuova e violenta ondata di bombardamenti che ha colpito Beirut, in particolare la periferia sud della Dahieh, roccaforte di Hezbollah, oltre al sud e all’est del Paese. Finora Tel Aviv sostiene di aver colpito oltre 70 depositi di armi di Hezbollah in un attacco su vasta scala e di aver eliminato comandanti legati alle Brigate al-Qods e al Jihad islamico in Libano. Da parte sua, Hezbollah ha rivendicato lanci di razzi in direzione del nord di Israele, senza provocare danni significativi.

In questo contesto si inserisce il richiamo al cosiddetto Piano Yinon, una strategia geopolitica elaborata negli anni Ottanta che prende la frammentazione degli Stati arabi circostanti come condizione per l’espansione israeliana. Il piano delinea la divisione del Libano in entità settarie, la frammentazione della Siria lungo linee etniche e religiose, lo smembramento dell’Iraq in componenti sciite, sunnite e curde, la destabilizzazione dell’Egitto e l’indebolimento della Giordania. Con l’attuale governo di destra guidato da Benjamin Netanyahu questa visione ha assunto un ruolo sempre più centrale e operativo.

L’operazione terrestre in Libano meridionale, preceduta da mesi di tensioni e da ripetute violazioni della tregua siglata nell’ottobre 2024, è stata avviata dopo un richiamo di 100 mila riservisti israeliani proprio sui confini con il Libano, la Siria e la Cisgiordania. Israele mantiene già una presenza in alcuni villaggi libanesi utilizzati come avamposti militari e un controllo costante dello spazio aereo attraverso droni. L’ingresso ufficiale delle truppe di terra consolida una dinamica che va oltre la risposta a singoli attacchi e apre a uno scenario di occupazione prolungata, con il rischio reale di un allargamento del conflitto regionale.