Iran, "Trump informato degli scenari militari", evacuazioni in Medio Oriente, aperti rifugi e ospedali antiaerei in Israele
Falliscono i colloqui sul nucleare iraniano: Israele prepara ospedali sotterranei e rifugi mentre USA rafforzano la presenza militare e valutano opzioni contro Teheran
La tensione in Medio Oriente sta toccando livelli massimi. Con l'arrivo della portaerei Uss Gerald R. Ford presso il porto israeliano di Haifa, infatti, il dispiegamento di forze statunitensi nella regione è quasi vicino alla capienza massima. Dopo i negoziati di Ginevra di ieri fra la delegazione Usa e quella iraniana, mediati dall'Oman, il presidente americano Donald Trump avrebbe perso la pazienza, secondo fonti vicine all'amministrazione, tanto che è stato informato dei possibili scenari militari che potrebbero essere adottati in caso di una sua decisione positiva rispetto a un attacco verso Teheran.
Diversi Paesi, intanto, hanno ordinato evacuazioni per la maggior parte del Medio Oriente, soprattutto Israele, Iran, Iraq e Libano, chiedendo non solo ai civili, ma anche al personale diplomatico non essenziale, di lasciare subito questi Stati. In diverse città dello Stato Ebraico, dove l'allerta è al massimo, sono stati riaperti rifugi antiaerei pubblici e ospedali sotterranei.
Iran, "Trump informato degli scenari militari", evacuazioni in Medio Oriente, aperti rifugi e ospedali antiaerei in Israele
Cresce la tensione in Medio Oriente mentre Israele e Stati Uniti intensificano le misure di sicurezza in vista di una possibile escalation con l’Iran, dopo il fallimento dell’ultimo ciclo di negoziati sul programma nucleare di Teheran. Secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal, i colloqui si sono conclusi senza alcun accordo, con l’Iran che avrebbe respinto tutte le principali richieste avanzate da Washington.
Tra i punti di scontro figurano il rifiuto iraniano di trasferire all’estero le scorte di uranio arricchito, la fine dell’arricchimento nucleare e lo smantellamento delle infrastrutture atomiche. Le posizioni restano quindi distanti, alimentando timori di un deterioramento rapido della situazione regionale.
In Israele, il Ministero della Salute ha ordinato agli ospedali di prepararsi a operazioni prolungate in strutture sotterranee, mentre diverse città, tra cui Be’er Sheva, hanno riaperto i rifugi antiaerei pubblici. Parallelamente, il Dipartimento di Stato americano ha autorizzato l’evacuazione del personale governativo non essenziale dal Paese, citando crescenti rischi per la sicurezza.
Sul piano militare, l’arrivo della portaerei nucleare Uss Gerald R. Ford al largo della costa settentrionale israeliana rappresenta uno dei segnali più evidenti del rafforzamento della deterrenza statunitense. Secondo analisti militari, la nave e il suo gruppo d’attacco garantiscono capacità immediate di difesa aerea e di proiezione offensiva.
Fonti Osint segnalano inoltre un intenso traffico dell’aeronautica militare statunitense tra i comandi United States European Command (EUCOM) e United States Central Command (CENTCOM). Presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv sarebbero stati dispiegati numerosi aerei cisterna KC-46 e KC-135, parte di una flotta di circa 66 velivoli destinati al rifornimento in volo, elemento chiave per eventuali operazioni a lunga distanza.
Secondo ABC News e Axios, il comandante del CENTCOM, ammiraglio Brad Cooper, avrebbe illustrato al presidente Donald Trump diverse opzioni militari contro l’Iran, alla presenza dei vertici dello Stato maggiore americano.
Nel frattempo, Canada e Cina hanno invitato i propri cittadini a lasciare l’Iran, mentre funzionari statunitensi citati da Bloomberg affermano che unità di droni kamikaze del Pentagono sarebbero pronte a intervenire qualora venisse autorizzata un’azione militare.