Congo, trovate fosse comuni con 171 corpi a Uvira, protezione civile: "Esecuzioni extragiudiziali dei ribelli dell'M23"

Le persone uccise sarebbero state giustiziate illegittimamente dai ribelli perché ritenute vicine alle forze armate della Repubblica Democratica del Congo o a gruppi alleati del governo

La scoperta di fosse comuni con almeno 171 corpi stati individuati alla periferia di Uvira, nel Sud Kivu, in un’area recentemente abbandonata dai ribelli dell’M23. La protezione civile locale parla di "esecuzioni extragiudiziali" poiché le vittime sarebbero state uccise perché sospettate di legami con l’esercito congolese o con milizie filogovernative. Il ritrovamento avviene in un contesto segnato da scontri persistenti, eccidi sistematici e una crisi umanitaria persistente.

Congo, trovate fosse comuni con 171 corpi a Uvira, protezione civile: "Esecuzioni extragiudiziali dei ribelli dell'M23" 

Le autorità provinciali del Sud Kivu hanno individuato due fosse comuni nei quartieri periferici della città. Secondo quanto riferito dal governatore Jean-Jacques Purusi, un primo sito contiene circa 30 corpi nella zona di Kiromoni, non lontano dal confine con il Burundi, mentre nel quartiere di Kavimvira sono stati rinvenuti altri 141 cadaveri. Le informazioni raccolte finora indicano che le persone uccise sarebbero state eliminate dai ribelli perché ritenute vicine alle forze armate della Repubblica Democratica del Congo o a gruppi alleati del governo. La rete locale per la protezione dei civili ha espresso l’intenzione di visitare i luoghi del ritrovamento, ma l’accesso sarebbe stato impedito dall’esercito, mentre proseguono le verifiche sulle circostanze delle morti.

La città di Uvira era stata conquistata dai ribelli lo scorso dicembre durante una vasta offensiva nella regione orientale, che secondo fonti locali ha provocato oltre 1.500 morti e costretto circa 300mila persone a lasciare le proprie case. Il gruppo armato ha successivamente annunciato il ritiro dalla città, definendolo una "misura unilaterale di rafforzamento della fiducia" nel quadro dei negoziati di pace sostenuti dagli Stati Uniti. L’M23 è considerato il più potente tra gli oltre cento gruppi armati attivi nell’est del Paese, un’area strategica ricca di risorse minerarie e segnata da tensioni regionali. Il movimento afferma di difendere i diritti della minoranza tutsi, mentre il governo congolese accusa i ribelli e il Ruanda di voler controllare territori e materie prime. Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato la propria presenza militare, conquistando importanti città come Goma e Bukavu e consolidando il controllo su vaste aree del Nord e del Sud Kivu, dove avrebbe istituito strutture amministrative parallele e sistemi di tassazione coercitivi.

Il conflitto nell’est della Repubblica Democratica del Congo ha generato una delle più gravi emergenze umanitarie al mondo, con milioni di sfollati e una diffusa insicurezza alimentare. Secondo diverse testimonianze, nelle zone sotto il dominio dei ribelli l’ingresso di merci e l'assistenza umanitaria sarebbero fortemente limitati, mentre raccolti e terreni verrebbero sequestrati e i prezzi dei prodotti di base restano fuori dalla portata della popolazione.