Sudan, rapporto Hrw: "Ad Al-Fashir Rsf hanno intenzionalmente giustiziato, abusato e preso di mira persone con disabilità"

I superstiti parlano dell’uso di mitragliatrici e fucili d’assalto contro decine di persone con disabilità fisiche, oltre che di esecuzioni sommarie e mirate

Ad Al-Fashir, le Forze di supporto rapido (Rsf) sono accusate di aver compiuto un massacro di persone con disabilità. Un rapporto di Human Rights Watch denuncia che i paramilitari avrebbero preso di mira, maltrattato e ucciso diversi civili disabili durante e dopo la conquista della città, caduta il 26 ottobre 2025. Secondo l’organizzazione, le vittime sarebbero state colpite proprio a causa delle loro condizioni fisiche: alcuni sarebbero stati accusati di essere combattenti feriti, altri derisi o aggrediti.

Una missione di inchiesta Onu ha stabilito nei giorni scorsi che ad Al-Fashir sono stati commessi "segni evidenti di genocidio" da parte delle Rsf.

Sudan, rapporto Hrw: "Ad Al-Fashir Rsf hanno intenzionalmente giustiziato, abusato e preso di mira persone con disabilità"

Emina Cerimovic, direttrice per i diritti delle persone con disabilità di Human Rights Watch, ha riferito di aver raccolto le testimonianze di 22 sopravvissuti e di otto attivisti. Questi ultimi avrebbero assistito a episodi in cui fuggitivi privi di un arto sono stati presi di mira e uccisi sommariamente; altri sarebbero stati picchiati, abusati o molestati a causa della loro disabilità.

La presa di Al-Fashir è avvenuta dopo un assedio durato 18 mesi. Durante la fuga dei civili, le Rsf avrebbero attaccato la popolazione, causando migliaia di morti. Le persone con disabilità sarebbero state esposte a violenze, estorsioni ed esecuzioni. Secondo le testimonianze, i paramilitari avrebbero deciso della sorte dei civili anche in base al colore della pelle e all’accento, per stabilire presunti legami con le forze armate sudanesi. I superstiti parlano dell’uso di mitragliatrici e fucili d’assalto contro decine di persone con disabilità fisiche.

Un’infermiera di 29 anni ha raccontato di aver visto combattenti delle Rsf uccidere un giovane con sindrome di Down, definito “pazzo”, un bambino cieco e una ragazza che non poteva camminare. Le donne che li accompagnavano sarebbero state rapite, con accuse di stupri e richieste di riscatto.

Attivisti sudanesi hanno documentato ulteriori casi. Zainab Salih, ex presidente dell’associazione delle persone con disabilità nel Sud Darfur, ha dichiarato di aver parlato con un padre il cui figlio quattordicenne, con disabilità fisica, è stato ucciso il 26 ottobre mentre tentavano di fuggire; prima dell’esecuzione, i combattenti gli avrebbero sottratto la sedia a rotelle. Secondo le testimonianze, altre persone con disabilità o ferite sarebbero state abbandonate durante la fuga perché impossibili da trasportare.

Human Rights Watch ha sollecitato un intervento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per prevenire quelli che definisce crimini di guerra e contro l’umanità, chiedendo inoltre ai sostenitori delle Rsf, in particolare agli Emirati Arabi Uniti, di cessare ogni supporto