Iran, Oman: "Progressi in 3° round negoziati" ma Kushner e Witkoff lasciano tavolo trattative "delusi", da lunedì colloqui tecnici
Le delegazioni sarebbero vicine ad un'"intesa" su alcuni punti, sebbene i negoziati a Ginevra sembra abbiano visto momenti tesi specie dopo che gli americani Kushner e Witkoff si sono "alzati delusi dalle proposte di Teheran". Al Washington Post Vance "rassicura": "Gli Usa non si impegneranno in un conflitto duraturo"
Si sarebbe concluso con "buoni progressi" il terzo round di negoziati che ieri, 26 Febbraio, ha viste impegnate a Ginevra le delegazioni di Iran e Stati Uniti mediate dall'Oman. A dirlo è stato proprio il ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad Al-Busaidi con un post social, sebbene altre fonti Axios abbiano riferito come i due inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff si siano alzati dal tavolo delle trattative restando "delusi" dalle proposte della controparte iraniana. Intanto, dal prossimo lunedì 2 Marzo si attendono nuove discussioni a Vienna.
Iran, Oman: "Progressi in 3° round negoziati" ma Kushner e Witkoff lasciano tavolo trattative "delusi", da lunedì colloqui tecnici
Bene ma non benissimo: le delegazioni diplomatiche di Stati Uniti ed Iran ancora faticano a trovare una soluzione condivisa sulla crisi da settimane ormai in corso tra i due Paesi, e che minaccia uno strappo irreversibile nella regione mediorientale con un potenziale attacco Usa al Paese degli ayatollah. Ieri, a Ginevra, si sono svolti nuovi colloqui per arrivare ad un compromesso accettabile, ma le richieste di Washington restano alte. Cinque i punti non negoziabili per la delegazione statunitense: a) la distruzione di tutti e tre i siti nucleari di Fordow, Natanz ed Isfahan; b) l'invio negli Usa di tutto l'uranio arricchito; c) nessuna clausola di decadenza, ovvero un patto "a tempo indeterminato"; d) zero arricchimento nucleare - concesso solo il reattore a Teheran; e) riduzione anticipata delle sanzioni minime. E, secondo quanto aggiunto da fonti diplomatiche occidentali, anche un patto di non aggressione.
Punti che non quadrano a Teheran, intenzionata a ridurre le sanzioni Usa - da poco maggiorate - e a conservare l'arricchimento di uranio. Intanto, insieme ad Al-Busaidi, anche il ministro degli Esteri iraniano Araghchi conferma che il prossimo lunedì 2 Marzo si terranno a Vienna nuovi colloqui tecnici, rassicurando che - nonostante le difficoltà - Washington e Teheran sarebbero "vicine" a raggiungere un'intesa su alcuni fronti aperti.
"Rassicurazioni" - che però non fugano la possibilità di un attacco militare Usa - sono arrivate dal vicepresidente JD Vance che intervistato dal Washington Post ha definito "impossibile" che un'offensiva americana contro l'Iran possa coinvolgere gli Stati Uniti in una guerra prolungata in Medio Oriente. "Non c'è alcuna possibilità che accada di ritrovarci in una guerra per anni senza fine in vista. Penso che tutti preferiamo l'opzione diplomatica, ma dipende davvero da cosa fanno e dicono gli iraniani" ha detto Vance. Proseguendo: "Penso che dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato [in Iraq, ndr] (...) Dobbiamo stare attenti ma penso che il presidente stia facendo attenzione".