Israele-Somaliland, ufficializzati costruzione 1° base militare di Tel Aviv nel Golfo di Aden e piano deportazione gazawi

Prima visita ufficiale del Somaliland in Israele dopo il riconoscimento del 2025: cooperazione su acqua e tecnologia mentre crescono tensioni diplomatiche nel Corno d’Africa

Le delegazioni di Israele e del Somaliland si sono incontrate nella prima visita ufficiale martedì 24 febbraio. I diplomatici hanno parlato principalmente della cooperazione sempre maggiore fra le due entità, con riferimento particolare allo scambio di tecnologie e di intelligence da parte di Tel Aviv e di materie prime, minerali e terre rare da Hargheisa. Da quanto emerso, sembrerebbe sempre più vicina la costruzione di una base militare israeliana in Somaliland, in una posizione strategica sul Golfo di Aden. Sembrerebbe confermato anche l'accordo con il quale i gazawi sarebbero deportati nel Paese secessionista.

Israele-Somaliland, ufficializzati costruzione 1° base militare di Tel Aviv nel Golfo di Aden e piano deportazione gazawi

La prima delegazione ufficiale del Somaliland è arrivata in Israele il 24 febbraio, segnando l’avvio di relazioni istituzionali dirette tra le due parti dopo il riconoscimento del territorio separatista somalo come Stato indipendente da parte di Israele nel dicembre 2025.

La visita, considerata storica dai funzionari coinvolti, è incentrata principalmente sulla cooperazione nella gestione delle risorse idriche e sul trasferimento di tecnologie agricole avanzate. La delegazione è guidata da Aden Abdullah Abdullah, direttore generale del Ministero delle Risorse Idriche del Somaliland, accompagnato dall’ingegnere capo Omar Ahmed Ibrahim e da altri alti rappresentanti governativi.

Durante il soggiorno, i funzionari hanno visitato il Centro nazionale per l’educazione e l’innovazione idrica presso il complesso di trattamento delle acque reflue di Shafdan, a Rishon LeZion, uno dei principali poli israeliani per lo sviluppo di sistemi di riciclo dell’acqua, resilienza climatica ed efficienza energetica. Secondo fonti israeliane, l’obiettivo è presentare soluzioni tecnologiche utili ad affrontare la crescente scarsità idrica che colpisce il Somaliland.

Il territorio, con una popolazione stimata di oltre sei milioni di abitanti, affronta infatti gravi sfide legate alla disponibilità di acqua potabile, alla siccità ricorrente, alla forte dipendenza dalle falde acquifere e alle perdite infrastrutturali nelle reti urbane.

Oltre agli incontri tecnici, le parti stanno valutando programmi di formazione professionale e possibili progetti infrastrutturali, tra cui la desalinizzazione dell’acqua salmastra e sistemi di monitoraggio delle risorse idriche.

Il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, ha dichiarato in precedenza che il territorio punta a un accordo di partenariato con Israele basato su commercio, investimenti e accesso alle risorse minerarie ed energetiche locali in cambio di tecnologia e cooperazione industriale.

Il riconoscimento israeliano del Somaliland ha tuttavia provocato forti reazioni internazionali. Somalia ed Egitto hanno condannato la decisione, sostenendo che il riconoscimento di regioni separatiste compromette l’integrità territoriale somala e rischia di destabilizzare l’intero Corno d’Africa.

Il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha inoltre affermato che l’intesa includerebbe accordi controversi, tra cui la possibilità di ospitare infrastrutture militari israeliane nel Golfo di Aden, proprio di fronte allo Yemen degli Houthi, e il reinsediamento di 1,5 milioni di palestinesi provenienti da Gaza.