25 Febbraio 2026
La portaerei statunitense Uss Gerald R. Ford, la più grande e potente del mondo, ora ormeggiata a Creta come sosta intermedia verso le coste israeliane, starebbe affrontando delle problematiche a livello di sistema fognario. Voci che vengono dalle 4500 unità di equipaggio hanno riportato che i gabinetti della nave sarebbero "inutilizzabili", con l'acqua sporca che avrebbe invaso anche diversi corridoi. Alcuni analisti geopolitici hanno ipotizzato che questo imprevisto non sarebbe stato casuale, ma un sabotaggio da parte dei marinari statunitensi per non andare a combattere contro l'Iran.
La portaerei americana Uss Gerald R. Ford, la più grande e costosa mai costruita dalla United States Navy, sarebbe alle prese con persistenti problemi al sistema fognario mentre è in navigazione verso le coste israeliane. Secondo indiscrezioni riportate da media statunitensi, tra cui The Wall Street Journal e NPR, l’avanzato sistema di scarico a vuoto — tecnologia a bassa portata ispirata all’industria delle navi da crociera — avrebbe registrato numerosi malfunzionamenti.
Già un rapporto del Government Accountability Office del 2020 segnalava che le tubature risultavano troppo strette per gestire i reflui di un equipaggio di circa 4500 persone. Negli ultimi anni la Marina ha effettuato interventi straordinari, inclusi costosi lavaggi chimici con acido, ciascuno dal valore stimato di centinaia di migliaia di dollari. Tuttavia, tali operazioni non possono essere eseguite durante il dispiegamento operativo.
Fonti citate dalla stampa parlano di oltre 200 richieste di intervento tecnico in pochi giorni e di squadre di manutenzione impegnate fino a 19 ore al giorno. Il sistema a vuoto renderebbe difficile isolare i guasti, aggravati talvolta dall’introduzione impropria di materiali non idonei nelle tubature.
La Marina statunitense ha assicurato che i problemi “non influiscono sulla prontezza operativa o sull’esecuzione della missione”. La Ford, entrata nel Mediterraneo con destinazione acque territoriali israeliane, rappresenta un asset strategico chiave in un momento di forte tensione regionale con l’Iran.
Diversi analisti geopolitici hanno ipotizzato che alcuni guasti potrebbero essere stati causati intenzionalmente da membri dell’equipaggio per ritardare il dispiegamento.
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