21 Febbraio 2026
missile navale di difesa aerea a lungo raggio “Sayyad-3G” Fonte: @X @MenchOsint
L'Iran si starebbe preparando al raid Usa e ha testato un nuovo missile navale di difesa aerea a lungo raggio, denominato “Sayyad-3G”, durante le esercitazioni della Marina della Guardia Rivoluzionaria nello stretto di Hormuz. Il sistema sarebbe in grado di intercettare caccia, droni e missili da crociera, creando un “perimetro difensivo” aereo attorno alle unità navali. Intanto Serbia e Svezia hanno invitato i propri cittadini a lasciare il Paese “il prima possibile” per il deterioramento della situazione della sicurezza.
L’Islamic Revolutionary Guard Corps si starebbe preparando al raid Usa e ha testato un nuovo missile navale di difesa aerea a lungo raggio, denominato 'Sayyad-3G', durante le esercitazioni della Marina della Guardia Rivoluzionaria nello stretto di Stretto di Hormuz. Lo hanno riferito i media iraniani. Il 'Sayyad-3G' e' stato lanciato dalla nave da guerra 'Shahid Sayyad Shirazi' nelle esercitazioni navali 'Controllo Intelligente dello Stretto di Hormuz', effettuate dalla Marina lunedì e martedì nella zona.
Secondo le autorità iraniane, il 'Sayyad-3G' ha una portata fino a 150 chilometri, che gli consente di creare un "perimetro difensivo" aereo intorno alla nave ed e' in grado di intercettare caccia, droni ad alta quota, aerei di pattuglia marittima, aerei di supporto e alcuni missili da crociera. Le manovre si sono svolte nello stretto strategico di Hormuz, in un contesto segnato dall'aumento delle tensioni con gli Stati Uniti e dalla ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano. Secondo i media iraniani, il sistema utilizza lanciatori verticali (VLS), che "forniscono una copertura a 360 gradi senza la necessità di riorientare l'armamento, riducono i tempi di reazione e consentono colpi consecutivi contro attacchi multipli".
La Serbia ha esortato i suoi cittadini in Iran a lasciare il Paese "il prima possibile", dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato un'azione militare in merito al programma nucleare della Repubblica islamica. A metà gennaio, la nazione balcanica aveva già invitato i cittadini serbi a lasciare l'Iran e a non recarsi nel Paese, mentre le autorità ecclesiastiche del Paese avevano avviato una sanguinosa repressione di un movimento di protesta di massa. "A causa del deterioramento della situazione della sicurezza, si sconsiglia ai cittadini della Repubblica di Serbia di recarsi in Iran nel prossimo periodo", afferma il Ministero degli Esteri serbo in una nota pubblicata sul suo sito web nella notte. "Si raccomanda a tutti coloro che si trovano in Iran di lasciare il Paese il prima possibile".
Anche la Svezia, come la Serbia, ha chiesto ai propri cittadini di lasciare l'Iran, a causa della possibilità di attacchi americani in quel Paese. A Stoccolma, il ministro degli Esteri svedese, Maria Malmer Stenergard, ha sottolineato su X "l'appello fermo ai cittadini svedesi che si trovano attualmente nel Paese di lasciarlo" così come "evitare qualsiasi viaggio in Iran".
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