Iran, "attacco imminente Israele-Usa per uccidere Khamenei e figlio", evacuate basi americane di Qatar e Bahrain, 107 caccia schierati
Washington valuta un attacco preventivo contro Khamenei mentre schiera 107 caccia in Medio Oriente ed evacua basi chiave in Qatar e Bahrein
I venti di guerra sarebbero sempre più forti tra Iran, Israele e Stati Uniti. Diverse fonti del deepstate avrebbero infatti fatto sapere che il presidente americano Donald Trump starebbe valutando un "attacco imminente" insieme a Tel Aviv. Un raid "preventivo e limitato", volto a uccidere la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e suo figlio Mojtaba, la persona più indicata alla sua successione.
Un'operazione militare sembra sempre più imminente, dato il dispiegamento di ben 107 aerei da guerra americani schierati in Medio Oriente, la portaerei Uss Gerald R. Ford in arrivo e l'ordine di evacuazione delle basi a stelle e strisce in Qatar e Bahrein.
Iran, "attacco imminente Israele-Usa per uccidere Khamenei e figlio", evacuate basi americane di Qatar e Bahrain, 107 caccia schierati
Le tensioni tra Stati Uniti d'America e Iran hanno raggiunto un livello critico. Secondo fonti del Pentagono, l’amministrazione guidata da Donald Trump starebbe valutando un’operazione militare preventiva contro obiettivi sensibili iraniani, con una pianificazione ormai in fase avanzata. Tra le opzioni discusse figurerebbe un “attacco limitato” mirato all’eliminazione della Guida Suprema Ali Khamenei e di suo figlio, in quello che verrebbe descritto come un colpo chirurgico ad alto impatto politico.
Secondo indiscrezioni, Washington avrebbe già rafforzato in modo significativo la propria presenza militare in Medio Oriente. Il dispositivo includerebbe due gruppi portaerei e almeno 107 caccia schierati tra basi terrestri e unità navali, oltre a centinaia di aerei di supporto. Un numero che rappresenta una delle concentrazioni di potenza aerea più rilevanti degli ultimi anni nella regione.
Parallelamente, centinaia di soldati statunitensi sono stati evacuati da installazioni considerate potenzialmente vulnerabili in caso di rappresaglia iraniana. Le basi interessate includerebbero Al Udeid in Qatar e le strutture in Bahrein, dove ha sede la Quinta Flotta americana. Il riposizionamento del personale viene interpretato come una misura precauzionale in vista di possibili attacchi missilistici o azioni asimmetriche da parte di Teheran.
Ulteriori segnali di preparazione emergono dall’Europa orientale. Secondo analisti OSINT, l’aeroporto internazionale di Sofia, in Bulgaria, sarebbe stato trasformato in hub avanzato per aerei cisterna KC destinati al rifornimento in volo, elemento chiave per sostenere operazioni prolungate contro obiettivi iraniani, incluse infrastrutture nucleari e siti militari strategici.
Sul piano politico interno, al Congresso americano non emergerebbe una volontà concreta di limitare i poteri presidenziali in materia di uso della forza. Se l’operazione dovesse partire senza ostacoli parlamentari, ciò equivarrebbe di fatto a un sostegno implicito alla linea della Casa Bianca.
Intanto, diverse ambasciate europee, tra cui quella tedesca a Teheran, hanno invitato i propri cittadini a lasciare immediatamente il Paese, segnale di una percezione crescente di rischio imminente.