Crans-Montana, disposto sequestro di telefoni di vittime italiane, Moretti: "Estintori non utilizzati, chiedo scusa alle famiglie"

Jacques Moretti, interrogato dalla Procura, conferma la presenza di materiali ignifughi e l'assenza di cartelli utili a segnalare gli estintori. "Anche in questo palazzo i cartelli degli estintori si staccano"

La Procura di Roma, nell'ambito delle indagini relative alla strage di Crans-Montana che la notte di Capodanno ha causato la morte di 41 giovani mentre altri 115 restavano feriti, ha disposto il sequestro probatorio dei cellulari di tutti i ragazzi italiani presenti, quella sera, al locale Le Constellation. Oggi, inoltre, Jacques Moretti, indagato per omicidiolesioni ed incendio colposi, ha chiarito nuovi dettagli sulle dinamiche di quella tragica sera, volgendo le sue scuse ai familiari delle vittime.

Crans-Montana, disposto sequestro di telefoni di vittime italiane, Moretti: "Estintori non utilizzati, chiedo scusa alle famiglie"

I dispositivi mobili dei ragazzi italiani che la sera del 1° Gennaio 2026 erano presenti alla strage di Crans Montana e che hanno perso la vita o sono rimasti feriti, saranno sequestrati al fine di poter ricavare informazioni utili alla ricostruzione dell'incendio. A disporlo, qualche giorno fa, è stata la Procura di Roma di cui il pubblico ministero Stefano Opilio, titolare del fascicolo per omicidio plurimo colposolesioni aggravatedisastro colposo, si occuperà di raccogliere i cellulari necessari per l'indagine forense. Secondo gli inquirenti, i messaggi, le chat e le immagini raccolte nei dispositivi potrebbero costituire elementi rilevanti ai fini delle indagini. Secondo quanto comunicato in decreto infatti, "gli stessi dispositivi ben potrebbero contenere immagini e/o riprese video relative alla tragedia oggetto di indagine, idonee a documentare la dinamica e le circostanze di tempo e di luogo dei fatti, nonché individuare ipotesi di responsabilità".

Tutto questo avviene parallelamente alle indagini della Procura Vallese che, lo scorso lunedì 9 Febbraio, aveva interrogato Ken Jacquemoud, ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana dal 2017 al 2024. Da quell'interrogatorio sono emerse gravi mancanze in tema di controlli antincendio, ricondotti dai soggetti a "problemi di organico", alla mancanza di "risorse per fare i controlli sulla sicurezza dei locali pubblici", nonché ad altri intoppi "con il software". Oggi, mercoledì 11 Febbraio, si è svolto però un nuovo interrogatorio per il proprietario del Constellation.

A quanto emerso dall'interrogatorio di Jacques Moretti, pare che nessuno dei quattro estintori presenti nel locale interrato sia stato utilizzato per domare le fiamme. "Tutti pensavano solo a scappare" ha motivato Moretti. Pure però è emersa la mancanza dei cartelli di segnalazione degli stessi estintori, di cui Moretti ha detto "Non mi ricordo della loro presenza, li avevo incollati con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone. Ho controllato e anche in questo palazzo in cui siamo oggi c'è lo stesso problema: si scollano anche qui". Al centro dell'interrogatorio anche la presenza, confermata, di materiali ignifughi, mentre neppure l'impianto di ventilazione sarebbe mai stato controllato.

Poi si è svolto l'incontro tra i coniugi Moretti e la madre di due ragazze ferite nel rogo, Leila Micheloud. Incontro riservato, dopo il quale Moretti si è rivolto alle famiglie delle vittime: "Chiedo scusa, nessun genitore dovrebbe vivere questa tragedia".