Francia chiede dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu: "Ha detto parole oltraggiose su Israele", lei: "Accuse vergognose"
La Francia chiede le dimissioni di Albanese dall'Onu per presunti attacchi a Israele, ma critici avvertono che si mina l’indipendenza degli esperti sui diritti umani
La Francia, attraverso il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico di relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati. Barrot ha giustificato la richiesta affermando che Albanese avrebbe usato "parole oltraggiose, antisemite e colpevoli" per parlare di Israele, criticandolo. La relatrice ha risposto alle accuse definendole "vergognose e diffamatorie".
Francia chiede dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu: "Ha detto parole oltraggiose su Israele", lei: "Accuse vergognose"
La Francia ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi, suscitando una nuova controversia sul ruolo degli esperti indipendenti nelle Nazioni Unite. La richiesta è stata avanzata dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, che ha definito le dichiarazioni della relatrice “oltraggiose e colpevoli”, accusandola di aver preso di mira Israele come popolo e come nazione durante un forum organizzato da Al-Jazeera a Doha il 7 febbraio. Secondo Barrot, Albanese avrebbe minimizzato o giustificato il massacro del 7 ottobre, paragonato al peggior antisemitismo dopo l’Olocausto, e fatto riferimenti alla “lobby ebraica” e al Terzo Reich.
La posizione francese ha trovato appoggio in alcune figure politiche, come la deputata Caroline Yadan e l’ex premier Elisabeth Borne, che hanno definito le parole della relatrice come “retorica demonizzatrice con profonde radici antisemite” e hanno invitato Parigi a intervenire per rimuoverla. La Francia ha annunciato che porterà formalmente la richiesta al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il 23 febbraio.
Tuttavia, numerosi osservatori e membri della società civile internazionale hanno espresso forte contrarietà a questa richiesta, sottolineando che Albanese agisce nel quadro di un mandato Onu che le permette di denunciare violazioni dei diritti umani, senza che ciò significhi un attacco al popolo israeliano. In un video pubblicato su X, la relatrice ha precisato: "Il nemico comune dell’umanità non è Israele, ma il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, compreso il capitale finanziario, gli algoritmi e le armi che lo sostengono".
Critici della posizione francese sottolineano che chiedere le dimissioni di Albanese equivale a politicizzare il ruolo degli esperti Onu e a indebolire la possibilità di denunciare violazioni dei diritti dei palestinesi. L’indipendenza delle relatrici speciali è un principio fondamentale per il funzionamento delle Nazioni Unite, e la Francia rischia di inviare un segnale pericoloso, subordinando la libertà di espressione e il mandato tecnico-politico alle pressioni diplomatiche.
Albanese, inoltre, è già stata oggetto di restrizioni internazionali: dagli Stati Uniti le è stato negato il visto per partecipare ai lavori dell’Onu a New York. I sostenitori della relatrice sottolineano che tali pressioni politiche non devono compromettere il monitoraggio indipendente delle violazioni dei diritti umani, soprattutto in contesti complessi come quello dei Territori palestinesi occupati.