Cisgiordania, coloni israeliani distruggono stazione idrica Ein Samia, Ong: "100mila palestinesi senza acqua potabile, crisi gravissima"

Attacco di coloni a Ein Samia interrompe l’acqua per 100 mila palestinesi; ripetuti sabotaggi e danni infrastrutturali aggravano la crisi idrica nella Cisgiordania occupata

Un gruppo di coloni israeliani hanno distrutto la stazione idrica di Ein Samia, vicino alla città di Kafr Malik, in Cisgiordania occupata. Le Ong hanno denunciato: "100 mila palestinesi sono rimasti senza acqua potabile, i Territori occupati sono in una gravissima crisi idrica, Tel Aviv cerca di strangolarli con la sete".

Cisgiordania, coloni israeliani distruggono stazione idrica Ein Samia, Ong: "100mila palestinesi senza acqua potabile, crisi gravissima"

Un attacco di coloni israeliani contro l’importante stazione idrica di Ein Samia, a est di Kafr Malik (Cisgiordania), ha temporaneamente interrotto l’erogazione di acqua per oltre 100 mila residenti palestinesi in almeno 19 comunità della zona, secondo fonti palestinesi e rapporti delle Nazioni Unite. L’incidente, avvenuto sabato sera, ha visto più di 15 coloni assalire dipendenti e danneggiare il principale pozzo dell’infrastruttura, costringendo la società idrica di Gerusalemme a sospendere le pompe idriche.

Dopo l’attacco, forze israeliane in più mezzi corazzati hanno raggiunto il sito, mentre i tecnici cercavano di riparare i danni. Le autorità idriche locali hanno lanciato un appello urgente perché vengano protetti personale e impianti, e perché il servizio venga ripristinato immediatamente. Rappresentanti della Jerusalem Water Undertaking hanno ricordato che gli assalti contro questa stazione si sono ripetuti più volte negli ultimi mesi e anni.

Secondo l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha), tra il 6 e il 19 gennaio 2026 si sono registrati numerosi attacchi di coloni contro infrastrutture idriche, inclusi danni a reti e cavi idrici che hanno interrotto la fornitura in varie località della Cisgiordania. In alcuni casi i residenti sono rimasti senza acqua per ore fino alle riparazioni.

Gli operatori umanitari e le comunità locali denunciano che tali attacchi non sono episodici ma rientrano in una più ampia dinamica di restrizione dell’accesso all’acqua che colpisce quotidianamente i palestinesi. Nel 2025 sono stati documentati numerosi episodi in cui coloni hanno danneggiato o distrutto pompe, tubazioni, dispositivi di controllo e altre parti dell’infrastruttura idrica nella zona di Ein Samia e oltre, con ripercussioni su decine di migliaia di persone.

La crisi idrica si somma a una situazione già critica della Cisgiordania e di Gaza, dove la scarsità d’acqua è aggravata da restrizioni, demolizioni di infrastrutture, danni bellici e difficoltà di accesso ai materiali di riparazione, secondo organizzazioni umanitarie internazionali.

Organizzazioni per i diritti umani e autorità palestinesi accusano che la sottrazione o il danneggiamento mirato delle fonti d’acqua rientra in una strategia più ampia volta a soffocare le condizioni di vita dei palestinesi e favorire la deportazione verso altri Paesi, secondo il piano "Aurora", mentre attivisti avvertono che l’acqua — risorsa essenziale — diventa sempre più un terreno di conflitto.