Epstein Files, le 12 accuse di stupro a Trump citato 3200 volte nei documenti: "Sesso con minorenni, metteva le ragazze all'asta"
Un documento fa riferimento a una ragazza di 13 o 14 anni che, circa 35 anni fa, sarebbe stata costretta a subire sesso orale dal tycoon
Il nome di Donald Trump compare oltre 3200 volte nei nuovi Epstein Files rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Nei documenti emergono testimonianze gravissime che parlano di presunti stupri di minorenni, feste con ragazze adolescenti e perfino aste sessuali organizzate insieme a Jeffrey Epstein. Accuse mai provate in sede giudiziaria ma che riportano alla luce uno dei capitoli più oscuri e controversi della storia recente americana.
Epstein Files, le 12 accuse di stupro a Trump citato 3200 volte nei documenti "Sesso con minorenni, metteva le ragazze all'asta"
Nei tre milioni di file desecretati sul caso Epstein compaiono oltre 2000 video e 180 mila immagini, molte delle quali oscurate per tutelare le vittime. In mezzo a questo materiale ci sono anche testimonianze non verificate che coinvolgono direttamente Donald Trump, descritto come presente e attivo in un sistema di sfruttamento sessuale di minorenni. Un documento fa riferimento a una ragazza di 13 o 14 anni che, circa 35 anni fa, sarebbe stata costretta a subire sesso orale dal tycoon. Un altro parla di una tredicenne rimasta incinta e obbligata ad abortire. In un terzo file si racconta di una vera e propria "asta di minorenni" organizzata durante feste private a Mar-a-Lago.
Secondo una testimonianza contenuta nei file "Donald Trump faceva party chiamati calendar girls. Jeffrey Epstein portava le bambine e Trump le metteva all'asta". Nello stesso racconto si sostiene che le ragazze venissero valutate fisicamente prima di essere offerte agli ospiti, descritti come uomini anziani e potenti. Altre carte parlano di presunte orge nei campi da golf di Trump in California, di ragazze che sarebbero sparite e, secondo alcune voci, persino uccise. In un episodio risalente agli anni Ottanta, una giovane racconta di essersi risvegliata nuda in una stanza del Trump Plaza con 300 dollari sul letto e un ricordo confuso che includeva il volto di Trump.
Nei documenti figura anche un modulo dell’Fbi relativo a una denuncia del 1994 in cui una donna accusava Donald Trump di averla violentata quando era minorenne. L’accusa venne successivamente ritirata e non portò a procedimenti giudiziari. La Casa Bianca ha definito parte di queste accuse come "false segnalazioni presentate all’Fbi prima delle elezioni del 2020". Resta però il peso politico e simbolico di una lista compilata dall’Fbi che contiene più di una dozzina di accuse di violenza sessuale legate al nome del presidente, molte delle quali basate su segnalazioni non verificate.
Un capitolo centrale riguarda anche Ghislaine Maxwell, già condannata per traffico sessuale, che secondo una vittima avrebbe presentato una ragazza a Trump facendole capire che era "disponibile". La stessa testimone ha poi dichiarato che tra lei e Trump "non è successo nulla". Nei file compare inoltre il caso di Jane Doe, nome fittizio usato per proteggere l’identità di una vittima. In un documento si legge che Epstein si sarebbe detto "arrabbiato perché era stato Trump a togliere la verginità a Doe". Anche questo racconto non ha mai trovato conferme investigative.
Le nuove rivelazioni compromettono pesantemente la reputazione ormai danneggiata del tycoon, ma non è chiaro quanto le nuove rivelazioni possano cambiare la traiettoria politica di Trump. Nel 2016, infatti, aveva vinto le elezioni nonostante avesse confessato in un nastro di aver afferrato le donne per i genitali. Qui, però, si parla di pedofilia, anche se le denunce non sono poi state dimostrate da indagini di polizia.