Usa propongono all'Onu programma internazionale "buyback" armi per smilitarizzare Gaza: Paesi stranieri dovranno comprarle da Hamas
Gli Usa propongono all’Onu un piano per la demilitarizzazione di Gaza con buyback internazionale delle armi e monitoraggio, nel quadro del piano di pace di Trump
Gli Stati Uniti hanno proposto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu un sistema controverso per demilitarizzare Gaza. I Paesi del mondo, secondo questo progetto, dovrebbero attivarsi per comprare le armi requisite ad Hamas e da altre milizie della Striscia, una strategia conosciuta come "buyback".
Usa propongono all'Onu programma internazionale "buyback" armi per smilitarizzare Gaza: Paesi stranieri dovranno comprarle da Hamas
Gli Stati Uniti hanno presentato mercoledì al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una nuova proposta per la demilitarizzazione della Striscia di Gaza che prevede, oltre alla smantellamento delle armi, un programma internazionale finanziato per il “buyback” delle armi in mano ai miliziani, parte integrante del piano di pace sostenuto dall’amministrazione Trump.
A illustrare la linea di Washington è stato l’ambasciatore americano all’Onu, Mike Waltz, secondo cui il percorso di smilitarizzazione includerà un processo concordato di decommissioning delle armi con il supporto di monitor internazionali indipendenti e un programma di reintegrazione finanziato da donatori esterni.
La proposta si inserisce nel quadro del piano di pace in 20 punti promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e avallato con la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che prevede anche la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione e un’autorità transitoria per la ricostruzione.
Waltz ha ribadito che, secondo gli Stati Uniti e i 26 paesi che hanno aderito al cosiddetto Board of Peace, Hamas non deve avere alcun ruolo nella governance futura di Gaza. "Tutte le infrastrutture militari e terroristiche, inclusi tunnel e strutture di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite", ha detto all’assemblea di 15 membri.
Il piano statunitense collega il prosieguo del ritiro delle truppe israeliane dal territorio (che però non si sta verificando, anzi, sta aumentando il controllo Idf) alla piena consegna delle armi da parte di Hamas.
Pur accogliendo l’idea di discutere il disarmo, esponenti di Hamas hanno dichiarato che non sono ancora stati presentati progetti concreti per un accordo dettagliato, evidenziando la difficoltà di tradurre in pratica le proposte diplomatiche.
Una parte significativa della proposta riguarda il ruolo di una International Stabilization Force (ISF), incaricata di creare condizioni di sicurezza per consentire un progressivo ritiro delle forze israeliane e l’avvio della ricostruzione, in coordinamento con Egitto, Qatar e Stati Uniti.