26 Gennaio 2026
l'app e Trump, fonte: imagoeconomica
In Danimarca l’app UdenUsa ha superato persino ChatGPT per numero di download e, insieme all’altra piattaforma Made O’Meter, è diventata il simbolo di un boicottaggio dei prodotti statunitensi contro la politica trumpiana, accusata di puntare all’espansione in America secondo il piano Monroe, sostenere il genocidio a Gaza, aver promosso un regime change in Venezuela, infiltrarsi con Cia e Mossad in Iran per nuovi cambi di regime, minacciare Canada e Cuba e portare avanti politiche anti migratorie violente.
In Danimarca cresce la protesta dei consumatori contro le politiche di Donald Trump e contro le mire espansionistiche sugli equilibri internazionali. Al centro della mobilitazione ci sono due app, UdenUsa e Made O’Meter, che consentono di individuare i prodotti legati agli Stati Uniti e suggerire alternative europee o locali. Nelle ultime settimane UdenUsa ha scalato le classifiche dell’App Store danese, arrivando a superare ChatGPT per numero di download, mentre Made O’Meter ha registrato un aumento degli utenti di oltre il 1400%. Il fenomeno nasce come reazione alle tensioni politiche tra Danimarca e Stati Uniti, in particolare dopo le dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, ma si è rapidamente trasformato in una forma più ampia di dissenso verso la politica estera americana. Una battaglia silenziosa che si combatte tra gli scaffali dei supermercati e che ricorda altri boicottaggi simbolici emersi negli ultimi anni.
UdenUsa e Made O’Meter sono gratuite e permettono agli utenti di scansionare i codici a barre dei prodotti, dalle bevande ai cereali. Un sistema di intelligenza artificiale identifica se il marchio o l’azienda sono collegati agli Stati Uniti e fornisce dettagli sulla filiera produttiva, indicando anche possibili alternative. Jonas Pipper, uno degli sviluppatori di UdenUsa, ha spiegato che “la piattaforma non è nata per boicottare determinate Nazioni, ma per offrire ai consumatori maggiore trasparenza” e che “sono poi i cittadini a decidere cosa farne”. In Danimarca solo circa l’1% dei prodotti alimentari proviene dagli Stati Uniti, rendendo difficile misurare effetti concreti sul commercio. Il valore principale dell’operazione è dunque simbolico, un modo per esprimere dissenso attraverso le scelte quotidiane di consumo. Lo dimostra anche il successo dei gruppi social dedicati al boicottaggio, come Boykot varer fra USA, che ha superato i 115 mila iscritti. Qui vengono condivise liste aggiornate di prodotti da evitare, dai colossi delle bevande alle aziende alimentari, fino ai servizi digitali. Gli utenti discutono anche di beni più complessi come automobili e tecnologia, spesso intrecciati a catene produttive globali difficili da decifrare.
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