Minneapolis, agente Fbi Tracee Mergen si dimette: "Troppe pressioni interne per bloccare indagine su uccisione di Renee Good da parte dell'Ice"
Tracee Mergen lascia l’Fbi dopo aver denunciato pressioni per fermare l’inchiesta sulla morte di Renee Good, uccisa da un agente Ice durante un’operazione federale
Un agente dell'Fbi, supervisore dell'ufficio dell'agenzia federale a Minneapolis, Tracee Mergen, ha dichiarato di essersi dimessa dal suo incarico in seguito all'uccisione da parte dell'Ice di Renee Good. La motivazione addotta dalla donna è che ci siano "troppe pressioni interne" con lo scopo di "bloccare l'indagine sulla morte dell'attivista".
Minneapolis, agente Fbi Tracee Mergen si dimette: "Troppe pressioni interne per bloccare indagine su uccisione di Renee Good da parte dell'Ice"
Un gesto clamoroso scuote l’Fbi e riaccende le polemiche sulla gestione della sicurezza federale negli Stati Uniti. Tracee Mergen, agente dell’Fbi e supervisore dell’ufficio di Minneapolis, si è dimessa dopo aver denunciato forti pressioni interne per interrompere un’indagine su una presunta violazione dei diritti civili legata all’uccisione di Renee Good, attivista americana di 37 anni, colpita a morte da un agente dell’Ice durante un’operazione anti-immigrazione.
Mergen, secondo fonti informate, stava seguendo la procedura standard prevista in casi di sparatorie da parte di agenti federali: verificare se l’uso della forza fosse stato eccessivo. Ma dai vertici dell’Fbi a Washington sarebbe arrivato l’ordine di fermare l’inchiesta, spingendo l’agente a lasciare l’incarico.
La morte di Renee Good, avvenuta il 7 gennaio a Minneapolis, ha provocato proteste e indignazione a livello nazionale. La donna, madre di tre figli, era disarmata e si trovava alla guida della sua auto quando l’agente Ice Jonathan Ross ha aperto il fuoco, sparando più colpi. Subito dopo l’accaduto, esponenti dell’amministrazione Trump hanno definito Good una “terrorista interna”, sostenendo che avesse tentato di investire l’agente. Tuttavia, diverse analisi video non hanno trovato elementi che confermino questa versione.
La scelta di Mergen di dimettersi è solo l’ultimo atto di una catena di tensioni istituzionali. Il Dipartimento di Giustizia ha deciso di non procedere con un’indagine federale sull’operato dell’agente Ice, rifiutando anche la collaborazione con le autorità statali del Minnesota. Al contrario, l’attenzione investigativa si è spostata sulla vittima e sulla sua compagna, Becca Good, con verifiche su presunti legami con movimenti di protesta di sinistra.
Questa impostazione ha già portato alle dimissioni di almeno sei procuratori federali del Minnesota, in aperta protesta contro la linea imposta da Washington. Ora, con l’uscita di scena di un’agente Fbi che aveva tentato di seguire i protocolli previsti, il caso Good assume i contorni di uno scontro istituzionale più ampio, che solleva interrogativi sulla reale indipendenza delle indagini federali e sul rispetto dei diritti civili negli Stati Uniti.