Board of Peace Gaza, Trump invita il Vaticano, Parolin: "Valutiamo, ma serve trovare modo per assicurare ai palestinesi una terra dove vivere"

Parolin ha ribadito che per il Vaticano l’unica soluzione possibile al conflitto israelo-palestinese resta quella «dei due popoli e due Stati»

Anche Papa Leone XIV è stato invitato da Donald Trump a prendere parte al Board per la pace a Gaza e la Santa Sede sta attualmente valutando come procedere. A renderlo noto è stato il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, parlando con i giornalisti a margine di un incontro all’Antonianum di Roma promosso dall’Osservatorio for Independent Thinking.

Parolin ha spiegato che il presidente degli Stati Uniti «sta chiedendo a vari Paesi di partecipare, mi pare di avere letto che anche l’Italia sta riflettendo se aderire o meno». In questo quadro, ha precisato: «anche noi abbiamo ricevuto questo invito, il Papa ha ricevuto l’invito, e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo». Una decisione, ha aggiunto, richiede tempo: si tratta infatti di «una questione che esige un po’ di tempo per dare la risposta».

Board of Peace Gaza, Trump invita il Vaticano, Parolin: "Valutiamo, ma serve trovare modo per assicurare ai palestinesi una terra dove vivere"

Il cardinale ha poi chiarito che «la richiesta non sarà quella di partecipare economicamente», sottolineando che «noi non siamo in grado di farlo». La Santa Sede, ha osservato, si trova «evidentemente» in «una situazione diversa rispetto agli altri Paesi», e questo comporterà valutazioni specifiche. Per entrare nel board infatti, Trump chiederebbe la cifra di 1 miliardo di dollari per 3 anni.

Sul piano politico-diplomatico, Parolin ha ribadito che per il Vaticano l’unica soluzione possibile al conflitto israelo-palestinese resta quella «dei due popoli e due Stati». «Vediamo che cosa succederà», ha detto, ricordando però che «il problema è proprio questo: che in tanti anni non si è mai avviata una vera azione per i palestinesi». Da qui l’auspicio che si trovi finalmente «una modalità per assicurare al popolo palestinese il diritto di avere una terra dove vivere in pace».

Commentando poi le dichiarazioni di Trump sull’Europa, il Segretario di Stato vaticano le ha definite semplicemente «il suo punto di vista», sottolineando che l’«importante resta rispettare il diritto internazionale». Le tensioni, ha avvertito, «non sono salutari» in una fase in cui «la situazione internazionale è grave», ed è quindi necessario «eliminare le tensioni e discutere questioni controverse senza entrare in tensione».

Sul Venezuela, Parolin ha affermato che «il popolo venezuelano merita un trattamento migliore rispetto a quello che ha vissuto in questi ultimi tempi» e che oggi è «difficile prevedere l’evoluzione dell’attuale situazione». La priorità, secondo il cardinale, sarebbe «stabilizzare il Paese economicamente, ricostruire la nazione e arrivare ad elezioni democratiche». Da parte degli Stati Uniti, ha aggiunto, ci sarebbe questa volontà, che auspica «si realizzi».