Sudan, Stc: "Oltre 8 milioni di bambini non hanno accesso a una scuola, molte sono danneggiate dalla guerra o usate come rifugi"

La direttrice dell’organizzazione, Inger Asing, mette in guardia dal rischio concreto che “rischiamo di condannare un’intera generazione a un futuro segnato dal conflitto armato”

Dopo oltre 1000 giorni di conflitto armato, il Sudan sta pagando un prezzo altissimo anche sul piano dell’istruzione. Secondo quanto denunciato oggi da Save the Children, oltre otto milioni di minori sono stati esclusi dal sistema scolastico, un dato che rappresenta una delle interruzioni educative più gravi e prolungate mai registrate a livello globale. L’organizzazione richiama l’attenzione su una crisi silenziosa che rischia di avere conseguenze irreversibili sul futuro del Paese.

Sudan, Stc: "Oltre 8 milioni di bambini non hanno accesso a una scuola, molte sono danneggiate dalla guerra o usate come rifugi"

Come sottolinea la ONG, “Più di otto milioni di bambini, quasi la metà dei 17 milioni in età scolare, sono rimasti circa 484 giorni senza mettere piede in una classe”. Una situazione che colloca il Sudan tra le realtà colpite da una delle “chiusure scolastiche più lunghe al mondo”, superando persino la sospensione delle lezioni avvenuta durante la pandemia di Covid.

Il conflitto, esploso a metà aprile 2023, vede contrapposti l’esercito regolare (SAF) e le forze paramilitari (RSF) in una lotta per il potere che ha devastato il Paese, grande circa quattro volte la Francia. In questo contesto di violenza diffusa, il sistema educativo è stato duramente compromesso: “Molte scuole sono chiuse, ma sono state danneggiate dalla guerra o vengono utilizzate come rifugi”.

Save the Children avverte che senza un intervento immediato e investimenti significativi nel settore educativo, le prospettive per milioni di giovani resteranno drammatiche. La direttrice dell’organizzazione, Inger Asing, mette in guardia dal rischio concreto che “rischiamo di condannare un’intera generazione a un futuro segnato dal conflitto armato”.

La guerra ha già provocato centinaia di migliaia di vittime e ha innescato quella che le Nazioni Unite definiscono “la peggiore crisi umanitaria del mondo”. L’ONU ha più volte espresso il timore che il Sudan possa trovarsi di fronte ad almeno una “generazione perduta”, privata non solo dell’istruzione, ma anche di opportunità, stabilità e speranza.