"Which Path to Persia?", il DOCUMENTO del Brookings Institution su controllo Usa di Iran in 4 fasi: dissuasione, disarmo, regime-change e contenimento

Il report "Which Path to Persia?" del 2009 delinea quattro step verso l’Iran — da sanzioni a rivoluzione e colpo di stato — che oggi sono interpretate come un piano di regime-change da parte Usa

Recentemente è emerso un documento, finora poco conosciuto, pubblicato dal Brookings Institution, noto per essere una lobby ebraica con sede a Washington, intitolato "Which Path to Persia? Options for a New American Strategy Toward Iran". Nelle sue pagine, un gruppo di geopolitici americani hanno teorizzato una strategia dedicata agli Stati Uniti per controllare l'Iran in 4 fasi: dissuasione, disarmo, rovesciamento e contenimento

"Which Path to Persia?", il DOCUMENTO del Brookings Institution su controllo Usa di Iran in 4 fasi: dissuasione, disarmo, regime-change e contenimento

Un documento strategico pubblicato nel 2009 dal Saban Center for Middle East Policy presso la Brookings Institution, intitolato "Which Path to Persia? Options for a New American Strategy Toward Iran", ha ripreso rilevanza nelle analisi geopolitiche odierne perché sembra delineare una roadmap non dichiarata per la politica statunitense verso l’Iran, inclusa la rimozione del governo di Teheran. Il rapporto, lungo circa 170 pagine e redatto da esperti come Kenneth M. Pollack, Daniel L. Byman e Martin S. Indyk, non fornisce una ricetta unica ma piuttosto una serie di opzioni su come gli Stati Uniti potrebbero affrontare ciò che percepiscono come una minaccia iraniana.

La pubblicazione esplora quattro aree principali di intervento: dissuadere, disarmare, rovesciare e contenere il regime iraniano, considerando costi, benefici e rischi di ciascuno nel quadro della politica estera americana.

La prima fase, dissuadere, comprende misure diplomatiche e sanzioni che potrebbero imporre pressioni economiche su Teheran, inclusa l’idea di “un’offerta che l’Iran non dovrebbe rifiutare”.

La sezione e fase successiva, disarmare, considera l’uso della forza militare, dall’opzione di attacchi mirati all’opzione più ampia di un’invasione terrestre, ammettendo però i costi enormi in termini di vite, risorse e reputazione per Washington.

Il capitolo più controverso, toppling (rovesciare), presenta tre vie distinte: rivoluzione popolare non violenta (“velvet revolution”), sostegno a insurrezioni e colpi di stato. Il rapporto sostiene che queste opzioni potrebbero offrire “potenziali benefici con costi relativamente bassi” confrontati con un’invasione diretta, e suggerisce che combinare questi approcci potrebbe creare “sinergie utili”. In particolare, la Brookings Institution suggerisce che l’insurrezione potrebbe richiedere “risorse relativamente ridotte”, mentre un colpo di stato richiederebbe una profonda comprensione delle forze armate iraniane — e rischierebbe di evocare il precedente storico del 1953, quando un regime favorevole agli Usa fu imposto con l’appoggio della CIA.

L’ultimo blocco, deterrenza, include strategie di contenimento a lungo termine, accettando scenari reali di coesistenza tesa e cercando di minimizzare rischi energetici e militari.

Critici contemporanei sottolineano come la situazione in Iran ora sia tra la fase 3 e la 4: una rivoluzione popolare anti-governativa fomentata da CIA e Mossad, volta a portare a un regime-change da contenere poi in seguito.