"Israele limita centri medici e cancella Palestina dai libri", la denuncia Unrwa dopo chiusura clinica e libri scolastici negazionisti genocidio
Cliniche chiuse, libri riscritti, identità cancellata: l’Unrwa sotto attacco mentre Israele spinge per eliminare il nome Palestina e strangolare i diritti dei rifugiati
L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, l'Unrwa, ha lanciato un allarme sulle azioni che continuano ad essere genocidiarie di Israele nel Medio Oriente. Tel Aviv avrebbe infatti disposto la chiusura di una clinica medica Unrwa a Gerusalemme Est, completamente dedicata alle cure per i palestinesi. Ma non solo: nei campi profughi dei palestinesi in Libano, Israele avrebbe fornito libri scolastici negazionisti del genocidio a Gaza, presentando mappe del Medio Oriente prive della scritta "Palestina".
"Israele limita centri medici e cancella Palestina dai libri", la denuncia Unrwa dopo chiusura clinica e libri scolastici negazionisti genocidio
La pressione contro l’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, si fa sempre più evidente e assume forme diverse ma convergenti: chiusura di servizi essenziali, interventi di polizia, riscrittura dei programmi scolastici. Episodi che, letti insieme, delineano un quadro di progressiva cancellazione della presenza, dei diritti e perfino del nome della Palestina.
L’ultimo caso arriva da Gerusalemme Est. La polizia israeliana ha ordinato la chiusura per 30 giorni della clinica Al-Zawiya, gestita dall’Unrwa nella Città Vecchia. Secondo le autorità israeliane, la struttura avrebbe violato la legge; per le Nazioni Unite, si tratta invece di un raid senza precedenti contro un presidio sanitario che garantisce cure di base a una popolazione già gravemente colpita da anni di occupazione e restrizioni. Il timore, espresso anche dal quotidiano Haaretz, è che la sospensione temporanea si trasformi in una chiusura definitiva, privando migliaia di palestinesi di un servizio vitale.
Parallelamente, un altro fronte si apre in Libano, dove l’Unrwa è finita al centro di forti critiche da parte della 302 Commission per la Difesa dei Diritti dei Rifugiati Palestinesi. L’organismo ha denunciato la rimozione del termine “Palestina” da un libro di geografia per la sesta classe utilizzato nelle scuole dell’agenzia. Una scelta definita “pericolosa” e politicamente orientata, che contribuirebbe a svuotare l’istruzione del suo contenuto nazionale e identitario.
Secondo la Commissione, questa decisione non è un atto isolato ma si inserisce in una tendenza più ampia, che mira ad allineare l’Unrwa a una visione politica sostenuta dagli Stati Uniti e da Israele, in aperto contrasto con i diritti dei rifugiati palestinesi, incluso quello al ritorno. Da qui l’appello a una mobilitazione popolare organizzata nei campi profughi, al rifiuto dei testi modificati e al ripristino dei simboli nazionali palestinesi, come bandiera e inno, nelle scuole.
Dalla sanità all’istruzione, il filo rosso appare chiaro: indebolire l’Unrwa significa colpire direttamente la sopravvivenza materiale e culturale dei palestinesi. Per molti osservatori e attivisti, quanto sta accadendo non è casuale, ma risponde a una strategia precisa: cancellare la Palestina dallo spazio pubblico, dalla memoria e dalla vita quotidiana, rendendo sempre più difficile, se non impossibile, l’esistenza stessa del popolo palestinese.