Usa, Trump: “Immunità all’Ice contro attivisti di sinistra”, Dipartimento di Sicurezza: "Deportazioni di massa migliorano qualità della vita"
Il consigliere di Donald Trump e vicecapo di gabinetto Stephen Miller si è rivolto direttamente "a tutti gli agenti Ice" con parole nette: "Avete l’immunità federale nello svolgimento delle vostre funzioni, nessun agitatore di sinistra può impedirvi di adempiere ai vostri obblighi"
Il governo Trump considera gli agenti dell’Ice e della Border Patrol, insieme alla milizia Maga, come strumenti centrali dell’ordine federale, mentre governatori, sindaci e attivisti di sinistra vengono indicati come nemici da contrastare. A rafforzare questo messaggio è stato un post pubblicato sui social dal Dipartimento della Sicurezza interna, che ha rilanciato le dichiarazioni del consigliere di Donald Trump e vicecapo di gabinetto Stephen Miller. Intervenendo a Fox News, Miller si è rivolto direttamente "a tutti gli agenti Ice" con parole nette: "Avete l’immunità federale nello svolgimento delle vostre funzioni. Chiunque vi metta le mani addosso o tenti di fermarvi o ostacolarvi sta commettendo un reato". E ha aggiunto: "Nessuno – nessun funzionario cittadino, nessun funzionario statale, nessun immigrato irregolare, nessun agitatore di sinistra o insurrezionalista interno – può impedirvi di adempiere ai vostri obblighi e doveri legali".
Usa, Trump: “Immunità all’Ice contro attivisti di sinistra”, Dipartimento di Sicurezza: "Deportazioni di massa migliorano qualità della vita"
Secondo diversi esperti legali, in realtà, i poteri degli agenti Ice e della Border Patrol sono molto più limitati rispetto a quelli delle forze di polizia. Tuttavia il messaggio di sfida dell’amministrazione arriva in un momento di forte tensione, mentre in Minnesota si moltiplicano le proteste dopo l’uccisione, avvenuta la scorsa settimana, di una donna americana di 37 anni, Renee Good, colpita a sangue freddo da un agente dell’immigrazione con tre colpi di pistola al volto.
Sui social circolano numerosi video che documentano presunti abusi: aggressioni a cittadini americani, consiglieri statali sbattuti a terra, una donna disabile trascinata con la forza fuori dall’auto. Tre nativi Sioux sono stati trasferiti in un centro di detenzione, un ragazzo di 17 anni è stato picchiato e lasciato sanguinante in un parcheggio, mentre a un automobilista agenti con il volto coperto hanno rotto il finestrino dell’auto perché si era rifiutato, esercitando un suo diritto, di mostrare i documenti.
Secondo dati governativi, nel 2025 circa 68mila persone sono state rinchiuse nei centri di detenzione per immigrati. I morti sono stati trenta, il numero più alto registrato dal 2004.
Quella che i democratici definiscono una "occupazione militare delle città" inizia però a incrinare anche il fronte Maga. Joe Rogan, tra i podcaster più ascoltati d’America e sostenitore di Trump alle elezioni del 2024, ha paragonato gli agenti dell’immigrazione alla Gestapo nazista. "Non vuoi persone militarizzate per le strade che se ne vanno in giro a rastrellare le persone, molte delle quali risultano americani che non si portano dietro i documenti", ha detto. "Davvero – ha aggiunto – vogliamo diventare la Gestapo, “mostra i documenti”? Siamo arrivati a questo?".
Inoltre, il Dipartimento di Sicurezza interna ha ricondiviso su X un post che ha suscitato migliaia di commenti indignati: "Deportazioni di massa = minori costi abitativi. Deportazioni di massa = salari più alti. Deportazioni di massa = più posti di lavoro. Deportazioni di massa = minore criminalità. Le deportazioni di massa stanno migliorando la qualità della vita degli americani", recita il post.
Mass deportations = lower housing costs.
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) January 14, 2026
Mass deportations = higher wages.
Mass deportations = more jobs.
Mass deportations = lower crime.
Mass deportations are improving Americans' quality of life. https://t.co/TQ7q23Sw8K