Gaza, le Ong: "35mila persone sono diventate sorde, hanno perso o completamente o parzialmente l'udito in 2 anni di genocidio"

Tra bombardamenti e distruzione della sanità, 35.000 persone a Gaza hanno perso l’udito: una crisi invisibile che colpisce soprattutto bambini e segnerà il futuro della Striscia

Nuove stime di diverse Ong mediche hanno rivelato che a Gaza, in "solamente" 2 anni di genocidio, ben "35mila persone sono diventate sorde", perdendo o completamente o parzialmente l'udito a causa dei bombardamenti israeliani.

Gaza, le Ong: "35mila persone sono diventate sorde, hanno perso o completamente o parzialmente l'udito in 2 anni di genocidio"

Un’intera generazione ridotta al silenzio. Secondo un’inchiesta pubblicata da Le Monde, basata su un’indagine sul campo condotta da un’organizzazione locale che lavora con bambini sordi nella Striscia di Gaza, circa 35mila persone – tra bambini e adulti – hanno perso l’udito in modo parziale o totale negli ultimi due anni. La causa principale è l’esposizione continua ai bombardamenti israeliani, le cui esplosioni producono onde d’urto capaci di danneggiare in modo irreversibile l’apparato uditivo.

Il dato, già di per sé allarmante, si inserisce in un contesto di collasso sanitario senza precedenti. Alla perdita dell’udito si somma infatti la distruzione sistematica delle infrastrutture mediche necessarie per diagnosticare e curare i disturbi uditivi. Cliniche specializzate, laboratori di audiologia e sale operatorie sono stati colpiti o resi inutilizzabili. Molti medici specialisti, inclusi otorinolaringoiatri e tecnici audioprotesisti, hanno lasciato Gaza nelle prime fasi dell’offensiva, quando il valico di Rafah era ancora parzialmente aperto.

Oggi, anche condizioni che sarebbero facilmente trattabili in altri contesti restano senza risposta. Bambini con infezioni all’orecchio non ricevono antibiotici, adulti con timpani perforati non hanno accesso a interventi chirurgici, e le protesi acustiche sono praticamente introvabili. Per migliaia di persone, la sordità non è solo una conseguenza della guerra, ma una condanna permanente aggravata dall’assenza di cure.

Gli operatori umanitari avvertono che la crisi è destinata a peggiorare. Il sovraffollamento nei rifugi, le pessime condizioni igieniche, la malnutrizione diffusa e il crollo dell’assistenza sanitaria di base stanno creando le condizioni per un aumento dei casi di disabilità permanenti. Le infezioni non curate, le complicazioni durante la gravidanza e la carenza di forniture mediche mettono a rischio soprattutto i neonati.

Le conseguenze sociali sono altrettanto gravi. Molti bambini sordi sono esclusi dall’istruzione, privi di supporto psicologico e di programmi di inclusione. In una Gaza già devastata, il silenzio forzato di migliaia di persone diventa così un’ulteriore ferita collettiva, destinata a segnare il futuro della popolazione per decenni.