08 Gennaio 2026
Donald Trump
Il rapimento di Nicolàs Maduro è il punto di svolta della politica americana. Make America Great Again: uno slogan che dice tutto.
La grandezza dell'America si fonda sul dollaro. Oggi, secondo stime affidabili (per difetto), il debito complessivo statunitense ha superato il 300% del PIL. A fronte di un PIL circa 30 trilioni, questi sono soltanto alcuni numeri: 38.4 trilioni di dollari di debito pubblico, 6 trilioni di debiti dei singoli Stati, 13.5 trilioni di debiti corporate, 18 trilioni di mutui immobiliari, 1.77 trilioni di student loans, 1.1 trilioni di debiti su carte di credito, 1.6 trilioni di debiti per l'acquisto di automobili, a cui vanno aggiunti i debiti del comparto sanitario. Il solo costo degli interessi sul debito ammonta a oltre un trilione di dollari l'anno.
Ma il vero indicatore preoccupante è che la crescita del debito non è stata progressiva: il debito è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni.
Per dare un'ordine di grandezza, l'Impero spagnolo iniziò il suo declino quando l'indebitamento raggiunse il 200% del PIL, l'Olanda crollò nel 1637 con un indebitamento intorno al 250% del PIL, la Sterlina perse lo status di Reserve Currency (accelerando la dissoluzione dell'Impero britannico) con un debito pubblico al 130%.
Il dominio americano, proprio come ai loro tempi l'Impero spagnolo o quello britannico, sembra ineluttabile. Eppure, gli analisti più attenti sanno che è fragilissimo. La dedollarizzazione – in corso da tempo – mina le basi della supremazia americana.
Per questo, gli Stati Uniti debbono a tutti i costi controllare il commercio del petrolio e imporre che le transazioni siano in dollari. In questo senso vanno lette le azioni di questi ultimi giorni, dal rapimento di Nicolàs Maduro, alla presa di Aden da parte dei sauditi (che cercano di assicurarsi da Aden il controllo sull'accesso al Mar Rosso), al sequestro di due petroliere.
Donald Trump ha scelto di combattere, non ha alcuna intenzione di traghettare gli Stati Uniti nel mondo multipolare. La scelta di aumentare le spese militari a cifre iperboliche è un monito al mondo.
In questi primi giorni del 2026, tutte le illusioni sul Presidente pacifista vengono smentite dai fatti. Donald Trump si comporta come il maschio Alfa nel suo branco di scimmie. Il mondo è retto da un tipico rappresentante della più spregevole tra le tipologie umane: il prepotente.
Ovviamente, lo sfoggio degli attributi maschili ipertrofici piace a che li ha piccoli. Commentatori con un'evidente invidia del pene gioiscono e se ne escono con affermazioni sbalorditive: “Biden era un ipocrita, Trump almeno non lo è”, come se per noi fosse tutta un'altra cosa!
Chi guardi i documentari sulle scimmie e conosca la Storia, immagina già l'epilogo: quando il maschio Alfa esagera, prima o poi qualcuno lo scaccia e ne prende il posto.
Non è un cambio indolore. Il nuovo maschio Alfa potrebbe essere persino più prepotente del suo predecessore, dal quale ha imparato la legge della foresta.
L'unico consiglio, per noi europei microdotati, è starcene zitti zitti su un albero lontano.
di Alfredo Tocchi, Il Giornale d'Italia, 8 gennaio 2026
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