Raid Usa in Venezuela, 100 morti durante attacco per rapire Maduro, leader ferito ad una gamba, moglie Cilia Flores colpita alla testa
Il ministro dell'Interno venezuelano, Diosdado Cabello, ha dichiarato: "Finora, e sottolineo finora, ci sono 100 morti, 100, e un numero simile di feriti. L'attacco contro il nostro Paese è stato terribile. La moglie del presidente, Cilia, è stata ferita alla testa e ha ricevuto un colpo al corpo, Nicolas è stato ferito a una gamba"
Secondo le autorità locali, durante il raid condotto dagli Usa sul Venezuela per catturare e rapire Nicolás Maduro sarebbero morte almeno 100 persone e un numero simile sarebbe rimasto ferito. Nel corso dell’operazione militare, avvenuta il 3 gennaio a Caracas, il leader venezuelano è stato colpito a una gamba mentre la moglie Cilia Flores ha riportato una ferita alla testa.
Raid Usa in Venezuela, 100 morti durante attacco per rapire Maduro, leader ferito ad una gamba, moglie Cilia Flores colpita alla testa
L'attacco condotto dagli Stati Uniti a Caracas per catturare e rapire il presidente Nicolas Maduro ha causato la morte di 100 persone. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno venezuelano, Diosdado Cabello. "Finora, e sottolineo finora, ci sono 100 morti, 100, e un numero simile di feriti - ha detto durante la trasmissione settimanale sulla tv pubblica -. L'attacco contro il nostro Paese è stato terribile".
Inoltre, il presidente venezuelano destituito Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sarebbero rimasti feriti nel corso del blitz americano del 3 gennaio a Caracas. "Cilia è stata ferita alla testa e ha ricevuto un colpo al corpo - ha detto ancora Cabello durante la trasmissione settimanale sulla tv pubblica -. Il compagno Nicolas è stato ferito a una gamba. Fortunatamente si stanno riprendendo dalle ferite".
Tra i morti nell’attacco figurano anche cubani che proteggevano Maduro. Le autorità cubane hanno informato i familiari di Adriel Adrián Socarrás Tamayo, capitano del Ministero dell'Interno morto in Venezuela, che non sarà possibile rimpatriare né consegnare i suoi resti a causa della "situazione di guerra" a Caracas. Il militare, 32 anni, figura tra i 32 cittadini cubani uccisi negli scontri legati alla cattura di Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio scorso. Secondo fonti militari e funzionari del Partito comunista del municipio di Yara, nella provincia di Granma, l'impossibilità di riportare la salma sarebbe dovuta a limitazioni operative negli aeroporti e al contesto bellico riporta il sito all news cubano indipendente Cibercuba. I familiari denunciano tuttavia l'assenza di informazioni chiare sia sulle circostanze della morte sia sull'effettiva disponibilità del corpo. "Nessuno ci ha detto: il corpo lo abbiamo", ha riferito un parente a Martí Noticias. Il comandante dell'unità ha confermato che il capitano faceva parte del cordone di sicurezza di Maduro ed è morto "tiro a tiro". L'Avana ha reso pubblici nomi e fotografie dei 32 caduti, riconoscendo per la prima volta la presenza militare cubana in Venezuela e proclamando il lutto nazionale il 5 ed il 6 gennaio scorsi.