04 Gennaio 2026
NEW YORK — A poche fermate di metro dal distretto finanziario, dove la giustizia federale americana ama dare forma giuridica ai nemici del giorno, la notizia è arrivata come un lampo: secondo quanto riportato da più media internazionali, gli Stati Uniti avrebbero condotto un’operazione militare in Venezuela culminata nella cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, con prospettiva di procedimento penale negli USA.
Per capire cosa sta accadendo serve tornare al 1823: la Dottrina Monroe nasce come avvertimento alle potenze europee, niente colonizzazioni e niente interferenze nel continente americano. Nel lessico di Washington era una dottrina “difensiva”, ma con un’implicazione enorme: l’emisfero occidentale come spazio di sicurezza privilegiato degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti non hanno mai nascosto che l’America Latina sia il suo “estero più interno”.
Il 1904 cambia il tono: con il Corollario Roosevelt, gli Stati Uniti si attribuiscono un ruolo di intervento “di ultima istanza” per prevenire instabilità croniche e, soprattutto, per evitare che problemi finanziari dei Paesi latinoamericani aprano la porta a interventi europei. In pratica: non solo “fuori l’Europa”, ma anche “se serve entriamo noi”.
Oggi la Casa Bianca non sta semplicemente “citando” Monroe: sta eseguendo Monroe.
Il messaggio geopolitico è doppio: verso Caracas, ma anche verso gli attori extra-emisferici (Cina e Russia in particolare) che negli ultimi anni hanno aumentato la loro influenza economica e politica nella regione.
Qui si apre la questione che molti, a New York, stanno già discutendo nei corridoi della diplomazia e nelle redazioni: che cos’è il diritto internazionale se la sua applicazione dipende dalla volontà e dalla potenza degli Stati?
Se l’operazione è avvenuta senza un chiaro mandato internazionale e senza un percorso di legittimazione riconosciuto, la norma scritta entra in collisione con la norma reale: la forza. Ed è esattamente questo il nervo scoperto del sistema post-1945, dove l’ONU è spesso paralizzato dai veti e dall’asimmetria di potere.
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