02 Gennaio 2026
Volodymyr Zelensky, fonte: imagoeconomica
Ufficialmente è una scelta di efficienza e sicurezza. Ufficiosamente, secondo fonti d’intelligence occidentali, la nomina di Kyrylo Budanov a capo dell’amministrazione presidenziale ucraina sarebbe il risultato di un delicato equilibrio politico costruito tra Kiev e Washington, con Donald Trump nel ruolo di regista esterno.
Budanov, ex capo dell’intelligence militare, è considerato negli ambienti americani un profilo “affidabile” e prevedibile. Un uomo compatibile con le linee strategiche degli Stati Uniti. Un generale leggibile, capace di muoversi entro confini condivisi e quindi ideale per una fase in cui Washington vuole ridurre l’imprevedibilità di Volodymyr Zelensky. Insomma, un uomo "Cia".
Trump avrebbe chiesto una garanzia politica precisa in cambio del sostegno alle posizioni di Kiev nel negoziato con Vladimir Putin: avere Budanov vicino al presidente ucraino. Non per sostituirlo, almeno non nell’immediato, ma per controllarne le mosse e assicurare una catena di comando più allineata agli interessi americani.
Zelensky avrebbe accettato più per necessità che per convinzione. L’uscita di scena di Andriy Yermak, travolto da perquisizioni e da un’inchiesta su un presunto scandalo da 100 milioni di dollari, ha lasciato un vuoto pericoloso al vertice dell’apparato presidenziale. Budanov era l’unico nome in grado di garantire consenso interno, copertura occidentale e credibilità militare.
Il New York Times ha ricordato come Budanov sia stato visto in passato come un potenziale rivale politico di Zelensky. Ma il suo nuovo incarico potrebbe non averlo neutralizzato, bensì posizionato. In vista di future elezioni, quando la legge marziale verrà meno, il generale rappresenterebbe una soluzione pronta all’uso per l’Occidente.
A Kiev ufficialmente si parla di unità e stabilità. Ma nei corridoi del potere si sussurra che Budanov non risponda a un solo telefono. Perché in questa guerra, oltre alle armi e alla diplomazia, conta soprattutto chi controlla le informazioni. E chi, silenziosamente, tiene in mano il telecomando.
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