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Zelensky rimuove 5 ambasciatori di Kiev "intemperanti". Salta anche Melnyk in Germania

Rimossi gli ambasciatori in India, Repubblica Ceca, Germania, Norvegia e Ungheria

10 Luglio 2022

Ucraina, Zelensky rimuove 5 ambasciatori di Kiev "intemperanti". Salta anche Melnyk in Germania

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha preso la decisione di rimuovere dai loro incarichi gli ambasciatori in Germania, India, Repubblica Ceca, Norvegia e Ungheria. Lo si apprende da un decreto presidenziale. Non sono però state riportate le motivazioni della decisione e non è stato riportato se i cinque diplomatici avranno o meno un nuovo ruolo.

 

Ucraina, Zelensky rimuove 5 ambasciatori di Kiev

Fa notizia soprattutto la rimozione dell'ambasciatore ucraino a Berlino, Andrij Melnyk. Si tratta di una figura abbastanza controversa, la quale aveva suscitato insofferenza nell'opinione pubblica e nel mondo politico tedeschi a causa delle sue intemperanze verbali. Melnyk, infatti, poco tempo fa, aveva definito il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, una "salsiccia di fegato offesa" per essersi rifiutato di recarsi a Kiev.

Melnyk aveva inoltre più volte attaccato il presidente della Germania Frank-Walter Steinmeierper le posizioni filorusse assunte quando guidava il ministero degli Esteri. E non è finita. Recentemente avevano fatto rumore le sue dichiarazioni su Stepan Bandera, collaborazionista ai tempi dell'occupazione nazista. Secondo Melnyk, Bandera non avrebbe avuto un ruolo nelle persecuzioni degli ebrei ucraini durante la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia non è chiaro se sono state proprio queste parole a decretare la "fine" del diplomatico. 

Sappiamo che oggi Berlino appare molto meno favorevole all'invio di armi a Kiev, rispetto a quanto non fosse stato a inizio della guerra. Inoltre, come ricorda L'Agi, le tensioni tra Germania e Ucraina si sono riaccese a causa delle turbine del gasdotto russo-tedesco Nord Stream al momento in manutenzione in Canada. La Germania aveva infatti chiesto a Ottawa di restituire le turbine, di fabbricazione tedesca, a Gazprom perché le reinstalli nell'infrastruttura. Tutto il contrario di quello che voleva Kiev, dato che aveva fino all'ultimo esortato il Canada a tenersi le turbine, in quanto spedendole in Russia avrebbe violato le sanzioni imposte a Mosca.

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