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Green pass Gran Bretagna, pronta l'abolizione dal 26 gennaio: "Non più necessario"

Il ministro della Sanità inglese Sajid Javid: "Non manterremo il Green pass per un momento in più che non sia assolutamente necessario"

14 Gennaio 2022

Green Pass

Green pass al lavoro

Il Green pass all’inglese, introdotto da Londra prima di Natale solo per discoteche e grandi eventi, sarà con ogni probabilità abolito il 26 gennaio, data in cui il governo rivedrà le disposizioni in vigore. Anche l’indicazione a lavorare in smartworking verrà superata, e dovrebbe rimanere come unica restrizione solo le mascherine al chiuso, dato che l'uso di esse all’aperto non è mai stato imposto in Gran Bretagna, in nessuna fase della pandemia.

Gren Bretagna verso l'abolizione Green pass

Il Green pass è una misura che si è rivelata particolarmente controversa: ieri, giovedì 13 gennaio 2022, il ministro della Sanità Sajid Javid ha invitato i deputati di condividere il loro “istintivo disagio” di fronte alla misura. Il mese scorso, al momento della sua introduzione, il Green pass aveva creato controversie in ben cento deputati conservatori e nei liberal-democratici e passando come misura solo grazie al sostegno dei laburisti. Lord Frost, il ministro per Brexit, si è clamorosamente dimesso a dicembre citando l'obbligo della carta verde come una delle principali motivazioni

La scorsa settimana anche lo Spectator, il settimanale conservatore che a suo tempo aveva avuto Boris Johnson come direttore, ha dedicato la copertina con il titolo “Rip it up!” (stracciatelo!) al Green pass. Non stupisce che il certificato verde all'inglese potrebbe avere vita breve in un paese come la Gran Bretagna dove non esistono le carte d’identità - considerate una violazione della libertà individuale - e dove non chiedono di identificarsi neppure per votare al seggio elettorale. L’idea della necessità di avere il certificato verde per accedere alle attività di routine quotidiana ha fin da subito diviso l'opinione pubblica. Inoltre, Boris Johnson, indebolito sul piano politico, non avrebbe la forza di imporre una proroga del certificato verde senza rischiare di essere estromesso da Downing Street.

La marcia indietro del governo sul certificato verde per accedere alle attività quotidiane viene giustificata con i dati positivi che arrivano a proposito della situazione pandemica. Il ministro della Sanità, Sajid Javid afferma che ci sono “segnali incoraggianti” che portano a pensare a un calo di contagi da coronavirus. Inoltre, sembra che il sistema sanitario stia reggendo bene all’impatto della variante Omicron. "Durante questa ondata non abbiamo visto un aumento del numero dei pazienti in terapia intensiva e ci sono segnali che il ritmo dei ricoveri stia cominciando a rallentare", ha spiegato il ministro.

Ieri il numero dei nuovi casi è sceso sotto i 120 mila e quello dei ricoverati per Covid è calato a 16.700. Come ha spiegato una fonte governativa al Times, per quanto riguarda il green pass "c’è sempre stata una soglia molto alta per la sua introduzione ed è sempre più probabile che in un paio di settimane quella soglia non verrà raggiunta. Data la direzione in cui vanno i casi, sarà difficile giustificarne la proroga". I consiglieri scientifici del governo si mostrano perplessi di fronte alla possibilità di indicare la vaccinazione da green pass come condizione necessaria per accedere ad alcuni servizi, soprattutto dopo la dimostrazione che due dosi di vaccino non sono sufficienti a bloccare il contagio dalla nuova variante Omicron. Il ministro della Sanità, Sajid Javid ha assicurato che "non manterremo il Green pass per un momento in più che non sia assolutamente necessario".

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