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Crisi energetica 2021, per Putin è tutta colpa dell'Unione europea. Von der Leyen: "Il futuro è nelle rinnovabili"

Il presidente russo ha incolpato l'Ue per gli attuali squilibri del mercato energetico che stanno portando rincari di bollette e benzina

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Vladimir Putin (foto LaPresse)

Per il presidente russo Vladimir Putin la crisi energetica che il continente europeo sta attraversando è da imputare alla mala gestione dell'Unione. Questa l'opinione che traspare dalle agenzie di stampa russe secondo quanto riportato nella giornata di oggi. Per Putin, la Russia è un fornitore di gas affidabile e la crisi corrente non ha dunque a che fare con le forniture. Al contrario, la mala gestione dell'Unione europea sarebbe da incolpare. Risponde a testa alta la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen, che rilancia l'obiettivo Ue di focalizzarsi sulle energie rinnovabili.

Crisi energetica 2021, per Putin è tutta colpa dell'Unione europea

Dito puntato contro l'Unione europea da parte del presidente russo Vladimir Putin, che ha imputato alla gestione dei paesi dell'unione l'attuale crisi energetica in corso nel continente. "Una somma di diversi fattori", come l'ha descritta il presidente fatta di "azioni affrettate che hanno portato a uno squilibrio dei mercati energetici europei". Così la stoccata dalla Russia commenta l'impennata dei prezzi dell'energia, spogliandosi completamente di ogni responsabilità in merito. La Russia è uno dei principali esportatori di energia a livello mondiale, e il primo esportatore di gas per l'Unione europea. "Gazprom non ha mai rifiutato di aumentare le forniture di gas all'Europa se richiesto" ha sottolineato Putin, che ritiene che la "politica dei contratti di breve termine" sia l'unica causa della situazione attuale.

Putin, in altre parole, vorrebbe tenere l'Europa ulteriormente sotto il suo stivale con il ricatto dell'energetico. "La Russia è un fornitore di gas affidabile per l'Asia e l'Europa e rispetta ogni impegno" ha detto Putin secondo quanto riportato dalle agenzie russe. Peccato che la soluzione per la crisi energetica che sta vivendo l'Europa non possa trovarsi nell'ennesima dipendenza dalla superpotenza sovietica. Il prezzo medio della benzina in modalità self è arrivata a raggiungere gli 1.7 euro, un picco quasi senza precedenti che sta preoccupando diversi paesi membri e che non potrà risolversi con l'acquisto spasmodico di risorse che, per definizione, non sono infinite.

Crisi energetica 2021, l'Ue vuole una riforma del mercato del Gas

Risposta di altro livello da parte delle autorità europee, che per rispondere alla crisi energetica propongono una rivoluzione in toto del mercato, a partire dall'approvvigionamento di gas. Secondo la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, l'impennata dei prezzi del gas "è un problema serio" al quale intende promettere risoluzioni. Nella giornata di mercoledì 6 ottobre, in occasione del suo arrivo in Slovenia per la seconda giornata di lavori con i leader dei Balcani occidentali, Von der Leyen ha tenuto un discorso nel quale ha affrontato il tema della crisi, annunciando una comunicazione in arrivo la prossima settimana nella quale si esaminerà "l'intera struttura dei prezzi dell'energia".

"Per noi è molto chiaro che nel lungo periodo sarà importante investire nelle rinnovabili che ci danno prezzi stabili e più indipendenza", ha detto Von der Leyen. Una risposta indiretta alle critiche di Putin, che determina una volontà da parte dell'Unione Europea di operare verso una transizione ecologica più sostenibile, sia in termini economici che di protezione dell'ambiente. Von Der Leyen, sceglie la linea verde. "Per noi è molto chiaro che nel lungo periodo sarà importante investire nelle rinnovabili che ci danno prezzi stabili e più indipendenza".

Crisi energetica 2021, il futuro dell'Ue è nelle rinnovabili

Energia pulita e sostenibile. Questo vuole l'Unione europea. Sarà più dispendiosa nel breve termine, ma porterà benefici anche sul piano delle relazioni internazionali scardinando la dipendenza dalla russa. A commentare la situazione energetica interviene al Parlamento europeo anche la commissaria Ue all'energia Kadri Simons: "Dopo una discesa durante l'ultimo decennio i prezzi sono tornati a salire, e resteranno alti durante tutto l'inverno per poi scendere in primavera". Ecco così che il Green Deal diventa l'unica risposta a lungo termine "contro la volatilità del mercato energetico". Un obiettivo da raggiungere quanto prima, perché al momento a risentirne non sono solo le tasche dei cittadini, ma tutto il pianeta.

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