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Afghanistan, nuovo attacco a Jalalabad: "È guerra fra Isis e talebani"

La città è da giorni teatro di attacchi rivendicati dal ramo locale dell'Is (Is-K)

22 Settembre 2021

kabul autobombe

Nuovo attacco a Jalalabad, in Afghanistan. Il capoluogo della provincia di Nangarhar è sotto attacco da quattro giorni. Ognuna di queste azioni è stata rivendicata dal ramo locale dell'Is (Is-K). I terroristi usano le stesse tecniche utilizzate prima dagli “studenti coranici”. Due talebani sono morti sul colpo, un terzo è stato portato via ferito. Il bilancio delle vittime potrebbe però salire.

Afghanistan, attacco a Jalalabad: "Resa dei conti con i talebani"

A rendere noto l'ennesimo attacco è Tolo News. L'identità delle vittime deve ancora essere confermata ma, secondo le prime informazioni, la persona ferita sarebbe un civile, le altre due persone uccise sarebbero invece combattenti talebani. Il locale "Dipartimento dell'informazione e della cultura", come riporta Tolo News, afferma tuttavia che tutte le vittime sarebbero civili.

I miliziani dell'Isis-K colpiscono da quattro giorni i governativi talebani con ordigni artigianali controllati a distanza. Usano la stessa tecnica utilizzata dagli "studenti coranici".

Jalalabad ora è blindata, le strade sono piene di brigate Badr 313, le forze speciali coi fucili automatici e le armi tattiche. Gli allarmi per attacchi dell'Isis aumentano sempre di più. Solo ieri le forze speciali hanno disinnescato tre ordigni a controllo remoto. Non sono però riusciti ad evitare le altre stragi.

"Abbiamo tutti la sensazione nitida che qui a Jalalabad sia iniziata la grande guerra tra l'Isis e i talebani", afferma Atal Stanikzai, 27 anni, direttore di Radio Hamisha Bahr, a Repubblica. "In questa provincia, in Nangarhar, abbiamo 21 gruppi terroristici attivi. Alcuni distretti non sono mai stati controllati dal governo centrale, sono terreno libero per gli insorgenti. La situazione in città è pessima, la gente è terrorizzata ed è convinta che l'Isis-K sia una forza di destabilizzazione finanziata dai Paesi confinanti, dall'Iran e dal Pakistan, dalla Cina e dall'Arabia".

Attacchi a Jalalabad, afghano: "È iniziata la guerra"

"Esercito e polizia non esistono - aggiunge il 27enne Khaian Afghan - i talebani non sono in grado di garantire la sicurezza e ci saranno altre esplosioni. Non esistono neppure le uniformi, non siamo in grado di capire chi sia l'amico e chi il nemico, chi è talebano e chi dell'Isis. La situazione è confusa, e ogni giorno temiamo che inizi la battaglia".

"È il caos. Isis e talebani si combattono da anni - commenta Farid Ahmad Asteqlal, 32 anni - ma ora l'Isis ha lanciato l'attacco diretto. Bombe, spari, ogni giorno è peggio: è evidente che è iniziata la guerra. Ma la gente non vuole gli uni né gli altri: vuole pace, lavoro e denaro per vivere".

"Sono tutti e due pericolosi", dichiara poi a Repubblica Shamshad, 32 anni. "Abbiamo tutti paura - sottolinea il giovane - non c'è libertà e non ci sono soldi. La gente non sa più come mangiare, la povertà è una miccia accesa. Io stesso, che ho moglie e quattro figlie, non so come mantenerle: come tutti i professori, non ricevo lo stipendio da quando i talebani hanno preso il potere".

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