17 Marzo 2026
Il billionaire canadese Stephen Smith entra nell’azionariato di 'The Economist Group' acquistando il 26,9% detenuto da Lynn Forester de Rothschild, all'interno di un'ampia riorganizzazione delle partecipazioni di famiglia. È il suo primo grande investimento nel settore dei media e lo proietta direttamente nella compagine di controllo accanto a Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann. L’editore è britannico, il settimanale è The Economist: un marchio che misura ogni ingresso in casa con il metro della sua autonomia. L’operazione è accompagnata da un impegno formale a preservare la storica indipendenza editoriale del giornale. Nella nota diffusa da Smith Financial si legge: «L’investimento riflette il pieno sostegno alla tradizione rigorosa di indipendenza editoriale di The Economist». L’ingresso di Smith si innesta su un azionariato già caratterizzato dal peso di Exor, primo socio con circa il 43,4% del capitale. Da anni la holding guidata da John Elkann è il riferimento industriale del gruppo editoriale britannico. In parallelo, sul fronte italiano, Exor ha appena ceduto La Stampa e si prepara a vendere Gedi e il quotidiano la Repubblica. Sulla base di precedenti valutazioni di mercato, la quota rilevata da Stephen Smith potrebbe valere intorno a 400 milioni di sterline. Non è solo un numero: è la misura di quanto il mercato continua a riconoscere alla forza del brand, alla sua base abbonati e a una reputazione che, nel giornalismo, equivale a un valore importante.
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