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Stellantis lancia la "Grande Panda" con motore a benzina dopo la frenata delle auto full Electric; target 100.000 unità prodotte entro il 2026

Il ritorno alla benzina pesa sui target CO2, infatti, senza il rinvio UE delle sanzioni al 2027, Stellantis rischierebbe multe da 800 milioni per le vendite 2025 in Italia, di cui 250 milioni imputabili al solo marchio Fiat

14 Gennaio 2026

Stellantis lancia la Grande Panda con motore a benzina dopo la frenata delle auto full Electric; target 100.000 unità prodotte entro il 2026

Antonio Filosa, ceo Stellantis

Dopo il rallentamento della domanda europea per i modelli full electric, il gruppo ha avviato la produzione della nuova Grande Panda con motore a benzina presso lo stabilimento serbo di Kragujevac. La mossa punta a intercettare una fascia di mercato più ampia, con l'obiettivo ambizioso di raggiungere le 100.000 unità prodotte entro il 2026.

Fonti interne indicano che, nonostante alcuni rallentamenti logistici nell’approvvigionamento dei materiali, il sito produttivo viaggia a pieno ritmo su tre turni, sfornando circa 450 vetture al giorno, di cui 25 nella nuova configurazione termica.

Le ragioni della svolta termica

La scelta di puntare sul motore 1.2 turbo da 100 CV con cambio manuale risponde a una precisa dinamica di mercato. Sebbene la Grande Panda abbia chiuso il 2025 con oltre 11.000 immatricolazioni in Italia, la domanda dei consumatori si è concentrata quasi esclusivamente sull'ibrido, mentre le versioni full electric hanno subito una forte frenata. L'introduzione del modello a benzina nel 2026 serve dunque a intercettare una fascia di clientela più ampia e a sostenere i volumi di vendita in Europa.

Il nodo delle sanzioni UE

Se il benzina aiuta il commercio, complica però il rapporto con Bruxelles. Le auto termiche aumentano la media di emissioni di CO2 del gruppo, allontanando Stellantis dai severi target europei per il periodo 2025-2027. Se non fosse intervenuto il rinvio del calcolo delle sanzioni al 2027, Fiat e Stellantis avrebbero già accumulato multe teoriche pesantissime. Infatti, solo per le vendite in Italia nel 2025, si stima un impatto di 250 milioni per il marchio Fiat e di oltre 800 milioni per l'intero gruppo.

L’allarme sulla crisi del settore

Emanuele Cappellano, nuovo responsabile europeo di Stellantis, ha lanciato un monito chiaro durante il Salone di Bruxelles: il rischio di un collasso industriale non è proiettato al 2035 (anno del ban dei motori termici), ma è immediato. Senza una maggiore flessibilità normativa, il manager prevede una possibile crisi strutturale già tra il 2028 e il 2029, a causa dell'impossibilità di conciliare i limiti ambientali con l'attuale domanda di mercato.

Per bilanciare il calo della 500 elettrica, Stellantis punta forte sulla nuova 500 ibrida, prodotta a Mirafiori dalla fine del 2025. L'obiettivo per il 2026 è di raggiungere le 100.000 unità prodotte a Torino. Tuttavia, anche questa mossa, pur salvaguardando l'occupazione e i volumi, non rappresenta un aiuto decisivo per abbattere le emissioni medie del marchio, alimentando il dilemma tra rilancio industriale e obblighi green.

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Evoluzione industriale a Kragujevac

Sul fronte della manodopera, il sito serbo sta diventando sempre più autonomo. Il contingente di operai italiani in trasferta è sceso dai circa 200 dell'autunno scorso ai circa 30 attuali. Si prevede che il supporto dei tecnici provenienti dall'Italia si concluderà definitivamente entro la fine del primo trimestre del 2026, segnando la piena operatività della forza lavoro locale sulla linea Grande Panda.

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