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The Global Banking Forum: credito e finanza tra sfide tecnologiche e di mercato

Grieco (MPS): “Il ruolo che le banche e il sistema finanziario dovranno avere è quello di accompagnare i settori industriali che sono coinvolti nel mondo dei combustibili fossili, verso una transizione giusta, che li porti a generare valore”. Goitini (BNL BNP Paribas): “Il concetto di centralità del cliente significa soddisfare le sue esigenze sempre. Questa filosofia la interpretiamo in maniera concreta su tre dimensioni: organizzazione, tempi e bisogni”

11 Maggio 2021

The Global Banking Forum: credito e finanza tra sfide tecnologiche e di mercato

I protagonisti del mondo del credito e della finanza si confrontano al Global Banking Forum, un nuovo appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa, il laboratorio di idee e innovazione per le PMI italiane, promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR. Tra i temi affrontati il futuro del mondo finanziario e bancario in Italia e nel mondo, l’inevitabile impatto della trasformazione digitale e gli strumenti finanziari più idonei a sostenere lo sviluppo. Il Forum ha come partner scientifici Prometeia e ASSBB, l’Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il patrocinio di Borsa Italiana e della Commissione europea.

I lavori sono stati aperti da Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia.

Nella prima sessione, dedicata ai nuovi modelli strategici e operativi che caratterizzano l’evoluzione del sistema bancario, sono intervenuti moderati da Nazzareno Gregori, presidente di ASSBB e direttore generale di Credito Emiliano: Patrizia Grieco presidente di MPS, Giuseppe Latorre partner e head of Financial Services di KPMG, Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI e Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments.

Grieco: “Il ruolo che le banche e il sistema finanziario dovranno avere è quello di accompagnare i settori industriali che sono coinvolti nel mondo dei combustibili fossili, verso una transizione giusta, che li porti a generare valore”

“Il successo sostenibile è la capacità di individuazione e gestione dei rischi nel medio e lungo termine. Parlando di fattori ESG, - afferma Patrizia Grieco presidente di MPS - mi soffermo sul fattore ambientale in questo momento quello che è maggiormente delineato, pur con tutte le incertezze che abbiamo in merito ad alcune tematiche. Le emissioni globali di gas serra continuano a crescere nonostante l’accordo di Parigi, gli sforzi delle Nazioni Unite, l’Europa che ha lanciato programmi importanti. Continuano a crescere perché molti dei nostri consumi sono legati all’elettricità e molta di questa, è ancora prodotta con combustibili fossili, che sono la ragione principale dell’emissione di gas serra e CO2. Gli effetti del cambiamento climatico non sono solo ambientali, ma portano a dei grandissimi mutamenti socio-economici. Anche l’alterazione degli ecosistemi e delle bio diverisità, indotte dal cambiamento climatico, ha portato anche alla situazione pandemica che stiamo vivendo. L’Europa e le autorità europee si sono occupate molto di cambiamento climatico dal 2018 e noi oggi siamo nella fase in cui le nostra autorità di vigilanza, in particolare la BCE, vogliono assicurarsi che il processo di gestione dei rischi tenga conto tra i fattori, anche dei rischi climatici e ambientali. Agli enti sottoposti a vigilanza è rivolta la guida con i rischi climatici e ambientali, che fornisce una definizione di tali rischi e declina le aspettative regolamentari per una gestione efficiente e prudente. Le banche stanno facendo ora la fase di assestment e dovremmo presentare un piano d’azione che sarà valutato dalla BCE. Quali sono i principali connessioni tra i cambiamenti climatici e i rischi finanziari? Per alcuni versi sono intuibili, - continua Grieco - pensiamo a tutto quello che ha impatto sui soggetti economici esposti agli eventi naturali, soprattutto quelli traumatici, che possono subire perdite e possono anche portare impatti rilevanti per il soggetto che ha subito, ad esempio conseguenze da atto climatico, la distruzione di un impianto. Le conseguenze sul settore finanziario sono evidenti, l’interruzione dell’attività su tutte. Sta cambiando molto il mondo e la sensibilità dei consumatori, cambieranno anche i flussi finanziari verso questi soggetti, però è evidente che questa transizione debba essere gestita. Stiamo parlando infatti di importantissime filiere industriali e quindi il ruolo che le banche e il sistema finanziario dovranno avere è quello di accompagnare questi settori industriali che sono o direttamente coinvolti, o adiacenti al mondo dei combustibili fossili, verso una transizione giusta, che li porti a generare valore, nonostante abbiano dovuto dismettere determinate attività legate ai combustibili fossili. A causa delle nuove politiche energetiche per contenere l’aumento delle temperature, si stima che l’82% dei giacimenti di carbone, il 49% della riserve di gas e il 33% di quelle di petrolio saranno inutilizzabili. Quindi essere capaci di aiutare questi settori a muoversi verso una Just Transition, definita dalla Comunità Europea, mi sembra evidentemente molto importante. Anche in questo caso dobbiamo tener conto di vari fattori che dovremo adeguare i prodotti e servizi finanziari ai cambiamenti delle preferenze degli investitori. Questo non è facile, non disponiamo oggi di standard ben definiti che ci aiutino a classificare i rischi climatici e ambientali, abbiamo nuovi strumenti tecnologici ma sarà anche importante vedere come le banche reagiranno. Il grado di consapevolezza dei rischi finanziari dei cambiamento climatico non è proprio altissimo. L’autorità di vigilanza spinge il sistema nei propri sistemi di governance del rischio dei fattori climatici, questo ci porta a dover fare valutazioni sulla base di schemi e dati che non sono ancora perfettamente adeguati, non c’è dubbio però che le banche debbano diventare un fattore abilitante di questa transizione, devono riuscire a capire quali sono i bisogni delle filiere, cercando di accompagnarle verso la transizione giusta. Operiamo in un contesto in cui le piccole e medie imprese rappresentano buona parte del sistema e se non c’è consapevolezza su questi temi dalle grandi imprese, la situazione è ancora più critica. Credo però che sia importante per gli intermediari finanziari individuare filiere che possano essere più sensibili e possano funzionare come modello per altri settori. Credo che il Pano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia sotto questo punto di vista molto importante, - conclude il presidente di MPS - perché individua delle filiere di investimenti e innovazione che possono essere affiancate dalla banche per aumentare la consapevolezza per quanto riguarda gestione del rischio e sostenibilità.”

La successiva sessione ha avuto come tema centrale la riflessione sul vortice della trasformazione digitale. A parlare di nuovi protagonisti, nuova organizzazione e nuovi sistemi di pagamento: Ugo Cotroneo managing director & partner di Boston Consulting Group, Elena Goitini amministratore delegato di BNL BNP Paribas, Alessandra Losito direttrice generale di Pictet Wealth Management Italia, Roberto Nicastro presidente di Aidexa, Ignazio Rocco ceo di Credimi e Pietro Sella ceo di Sella Group, moderati da Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia.

Goitini: “Il concetto di centralità del cliente significa soddisfare le sue esigenze sempre nei momenti importanti e della verità. Questa filosofia la interpretiamo in maniera concreta su tre dimensioni: organizzazione, tempi e bisogni”

“Il concetto di centralità del cliente non è facile, se ne parla nelle strategie in tutti i settori, - afferma Elena Goitini amministratore delegato di BNL BNP Paribas- dobbiamo capire come fare a mettere al centro il cliente, nel nostro caso all’interno della banca. Questo significa soddisfare le sue esigenze sempre nei momenti importanti e della verità. Questa filosofia la interpretiamo in maniera concreta su tre dimensioni: organizzazione, tempi e bisogni. L’organizzazione deve essere costruita nella logiche dal punto dal vista del cliente, quindi significa provare a costruire un’organizzazione che segue nel viaggio che lui fa nell’azienda, nei tempi e come vuole il cliente. In un’ottica organizzativa la centralità del cliente è un principio cardine nel quale ci stiamo riorganizzando e nel farlo stiamo impostando l’organizzazione sulla base dei viaggi che sono all’interno della banca, prendiamo il cliente nel momento in cui emerge il bisogno e l’abbiamo fatto ripensando all’interazione con il cliente sulla base di 30 viaggi e su questi abbiamo riorganizzato le nostre attività. Far diventare i tempi della banca quelli del cliente è la sfida più complicata. Le nuove tecnologie aiutano ma dobbiamo utilizzarle per potenziare la relazione e non sostituirla, questo passa attraverso la capacità che abbiamo di integrarle all’interno della relazione. La grande trasformazione digitale accelerata dal Covid per reagire alla pandemia, è d’aiuto ma molto resta da fare. L’ultima dimensione quella dei bisogni, - continua Goitini - descrive come ci siamo mossi per mettere il cliente al centro. Grazie alle nuove tecnologie oggi disponiamo di tutta una serie di informazioni e dati che ci permettono di analizzare il cliente, anche dal punto di vista della sentiment analysis, riuscire a interpretare sentimenti e paure e stati d’animo. Riusciamo a integrare questo che ci permette di promuovere una segmentazione a priori e di avere dei cluser di clienti con caratteristiche socio comportamentali e aspirazionali comuni. Diventa più facile così provare a fare delle combinazioni di clienti che mi permettano di mettere loro al centro. Questo è così importante, anche alla luce di alcuni dati: il 57% degli italiani cerca personalizzazione nelle offerte, il 30% dei millennial si aspetta che entrando in negozio, questo li riconosca e customizzi l’esperienza che fanno in linea con esperienze precedenti. Il 73% dei fruitori di servizi bancari si aspetta consulenza super personale. Molto spesso si porta attenzione sulla tecnologia invece bisogna avere la capacità e le skill giuste per riuscire a fare quel processo di integrazione della tecnologia all’interno di quello che è un modello di servizi, molto basata sulla relazione. Più informazioni riusciamo ad elaborare sui clienti e più riusciamo a giocare in maniera anticipatoria sui mercati. I risultati che abbiamo ottenuto rispetto a questo investimento, ci hanno aiutato ad avere una conoscenza migliore, spinta a priori del clienti, una capacità di impostare una strategia di comunicazione che facesse leva sulle cose che erano importanti per il clienti, sull’utilizzo di argomenti interessanti nella proposizione di valore e sulla scelta di parole adeguate per interagire. L’obiettivo finale per noi – conclude l’a.d. di BNL BNP Paribas - è riuscire ad avere sempre più clienti soddisfatti, che si innamorino e diventino sponsor dell’azienda.”

L’ultima sessione lancerà uno sguardo oltre la crisi, analizzando gli strumenti finanziari migliori per sostenere lo sviluppo. Coordinati da Ugo Loeser ceo di Arca Fondi SGR, interverranno: Ugo Bassi direttore Mercati finanziari della Commissione europea, Raffaele Jerusalmi amministratore delegato di Borsa Italiana che patrocina l’evento, Monica Mandelli managing director di KKR, Victor Massiah past president di ASSBB, Giovanni Sandri country head for Italy di BlackRock e Giovanni Tamburi presidente di Tamburi Investment Partners. Prima delle conclusioni, affidate al presidente di GEA – Consulenti di direzione Luigi Consiglio, interverrà Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice generale di Banca d’Italia.

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