Famiglia nel bosco, verso affidamento dei bambini al padre, la difesa fa ricorso contro la separazione dei figli dalla madre

Mentre da un lato i servizi sociali individuano nel padre la figura chiave per un possibile ricongiungimento familiare, dall'altro i legali della famiglia presentano un ricorso di 37 pagine contro la decisione del Tribunale per i minorenni di separare la madre dai figli

Per la "famiglia del bosco" si sta delineando un nuovo scenario, quello del possibile affidamento dei bambini al padre, mentre i legali di Nathan e Catherine continuano con la loro battaglia nei confronti del Tribunale dei minorenni. A tal proposito, l'ultima mossa è stata il ricorso presentato contro il provvedimento varato dallo stesso il 6 marzo scorso in merito alla separazione della madre dai propri figli. Qualora l'affidamento venisse confermato, Catherine rimarrebbe comunque esclusa dalla potestà genitoriale, ma alla coppia sarebbe concesso di tornare a vivere tutti insieme nella casa offerta loro dal sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli. Nathan ha infatti recentemente accettato l'offerta, e la coppia è pronta a trasferirvisi e ad attendere il tanto agognato ricongiungimento.

Famiglia nel bosco, verso affidamento dei bambini al padre, la difesa fa ricorso contro la separazione dei figli dalla madre

Il lavoro congiunto tra assistenti sociali, tutori e istituzioni locali si è proposto l'obiettivo di riportare i bambini a casa entro un mese ma in un contesto profondamente riorganizzato, che vedrebbe il padre come figura genitoriale di riferimento. A quest'ultima si affiancherebbe la presenza della madre, che rimarrebbe tuttavia marginale e sotto stretto controllo. Sul fronte legale, gli avvocati della coppia Trevallion-Birmingham, Marco Femminella e Danila Solinas, contestano con fermezza l’impianto del provvedimento, riferendosi a un' "immotivata segregazione dei bambini" e a un "disastro emotivo preannunciato, che ha inevitabilmente prodotto le prevedibili conseguenze sull’equilibrio psicofisico dei piccoli, che non hanno compreso, né mai avrebbero potuto, le ragioni sottese al brusco allontanamento dai loro affetti più cari".

Il ricorso, che conta ben 37 pagine, è stato presentato anche perché, secondo il parere dei due legali della difesa, le criticità sollevate dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila per giustificare l’allontanamento dei tre bambini sarebbero ormai superate, dall’abitazione alla scolarizzazione e dalla socialità dei minori ai cicli vaccinali. Questi ultimi erano stati resi possibili proprio grazie alla mediazione di Nathan, che avrebbe "placato" l'ostilità e l'ostinazione di Catherine in merito alla questione. Ragion per cui, tra le altre, la donna è stata dipinta come una "strega" poiché "simbolo" di un "pregiudizio sistematico".

È tuttavia opportuno ricordare che la stessa Veruska D'Angelo, assistente sociale della famiglia, nel seguire il caso avrebbe tenuto un comportamento non privo di "pregiudizi" ed "equidistanza": condizioni che, secondo i legali, ne avrebbero compromesso lo svolgimento dell’incarico. Femminella e Solinas, nell'ambito della denuncia a loro pervenuta dalla D'Angelo per "violenza privata", avevano infatti dichiarato che le relazioni depositate dall'operatrice sociale sarebbero state redatte senza obiettività, e avrebbero palesato un presunto pregiudizio verso le scelte di vita dei loro assistiti.