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Famiglia nel bosco, assistente sociale D’Angelo denuncia avvocati dei genitori: “Impedita perizia”, legali: “Antidemocratico”

L’assistente sociale Veruska D’Angelo ha presentato una denuncia per violenza privata contro gli avvocati della famiglia, Marco Femminella e Danila Solinas, sostenendo che i due ne avrebbero ostacolato il lavoro. "Atto senza precedenti in uno Stato democratico", è stata la replica dei legali

16 Marzo 2026

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Famiglia nel bosco, fonte: X: axe_xx_

L’assistente sociale Veruska D’Angelo, autrice della relazione che ha portato alla revoca della potestà genitoriale nei confronti di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, ha presentato una segnalazione formale contro gli avvocati della famiglia Marco Femminella e Danila Solinas, denunciando i legali con l'accusa di averne ostacolato il lavoro in occasione della perizia psicologica sui genitori. L'ipotesi configurata è quella di violenza privata. Secondo i due accusati, altro non si tratta che di un "atto intimidatorio senza precedenti in un contesto democratico", e che segna ulteriormente una vicenda già caratterizzata da un clima di precarietà e tensione.

Famiglia nel bosco, assistente sociale D’Angelo denuncia avvocati dei genitori: “Impedito la perizia”, legali: “Antidemocratico”

I due legali Marco Femminella e Danila Solinas sono ora oggetto di una segnalazione formale presentata presso il Tribunale per i Minorenni dall'assistente sociale Veruska D'Angelo, che li accusa di violenza privata per averle impedito di compiere il suo lavoro di pubblico ufficiale nel giorno della perizia psicologica sui genitori in cui arrivò l'ordine del giudice Cecilia Angrisano dell'immediato allontanamento della madre dalla struttura.

La difesa, sostenendo che non si fosse "mai visto in un Paese democratico che due avvocati venissero segnalati", ha peraltro dichiarato che l’atteggiamento dell’operatrice sia stato inadeguato sin dalle prime fasi del monitoraggio, e ha ribadito la sua posizione critica in merito alla gestione dei bambini durante le ore di attesa. Queste le parole di Femminella: "L’assistente sociale è rimasta tutto il giorno dietro la porta della cameretta dei bambini e siamo stati noi a fare ciò che spettava a lei, ovvero l’accudimento di bambini sotto shock".

La posizione professionale della dottoressa resta oggetto di ulteriori approfondimenti. Secondo i due accusati, le relazioni depositate dalla D'Angelo sarebbero state redatte senza obiettività, e avrebbero mostrato un presunto pregiudizio verso le scelte di vita dei loro assistiti. Dal canto suo, la D'Angelo ha deciso di non rilasciare dichiarazioni, limitandosi a confermare quanto già contenuto nei documenti ufficiali trasmessi ai magistrati aquilani. L'assistente sociale era oltretutto già stata denunciata dai genitori alla fine del gennaio scorso per aver svolto il proprio compito senza "l’imparzialità richiesta dal ruolo", interpretando le proprie mansioni con "negligenza" e mostrandosi "ostile" nei confronti della famiglia Trevallion. 

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