Garlasco, nuovi dubbi sull'ora del decesso di Chiara Poggi, medico legale Fortuni: "Morta attorno alle 11, cambia tutto"

L'assenza di rigor e livor mortis posticiperebbe l'orario della morte di Chiara di un paio d'ore rispetto a quanto era già stato dichiarato, evidenza che riapre un dibattito sugli alibi di Stasi e Sempio

A seguito della testimonianza del medico legale Fortuni emergono nuovi dubbi circa l'ora del decesso di Chiara Poggi, momento che lo specialista collocherebbe attorno alle 11 del mattino. Come riportato dall'autopsia, l'epoca della morte si colloca in una finestra temporale di tre ore, data l'assenza di rigidità e ipostasi cadaverica rilevata sul corpo della vittima.

Garlasco, nuovi dubbi sull'ora del decesso di Chiara Poggi, medico legale Fortuni: "Morta attorno alle 11, cambia tutto"

Sono ancora molti i dubbi che aleggiano sull'ora della morte di Chiara Poggi, alla luce della testimonianza rilasciata dal medico legale Giuseppe Fortuni, il quale, vista l'assenza di rigor e livor mortis (che si presentano rispettivamente tra le 2 e lei 6 ore e dopo 30-60 minuti dal decesso), ha dichiarato che Chiara "sarebbe morta attorno alle 11" ma non prima, come era stato affermato all'epoca dei fatti. La rivelazione confermerebbe l'ipotesi del dottor Marco Ballardini, che aveva effettuato l'autopsia sul corpo della vittima segnalando che la morte si sarebbe verificata "fra le ore 10:30 e le ore 12:00 circa del 13 agosto 2007" e che, di conseguenza, la "centratura" più probabile la collocherebbe "attorno alle ore 11:00-11:30, con le oscillazioni indicate".

Dati che rappresentano, più che un orario preciso, un "intervallo di tempo" in cui si sarebbe compiuto l'omicidio, le cui probabilità di essere cronologicamente collocato diminuiscono a mano a mano che ci si allontana dalla finestra temporale, spiega ancora Fortuni. Se il limite temporale posto dallo stesso venisse confermato, diversi elementi rispetto la ricostruzione dell'accaduto potrebbero modificarsi e avere conseguenze determinanti, a partire dalla questione degli alibi, tornata al centro del dibattito proprio a seguito delle dichiarazioni del medico legale."Un’indagine non deve scardinare un alibi, perché l’alibi viene dopo. Si parte dagli indizi, quali indizi abbiamo su Alberto Stasi? Nessuno", ha commentato Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, descrivendo la condanna del fidanzato della vittima "profondamente ingiusta". La sua posizione rimane tuttavia invariata: tanto l'alibi del condannato Stasi quanto quello dell'indagato per concorso in omicidio Sempio rimangono, a sua detta, validi.

L'elemento del telefono di Sempio rimane tuttavia "dubbio". Il dispositivo risulterebbe infatti "fermo" dalle 9:58 alle 11:10, orario in cui riceve un messaggio che non viene, però, visualizzato subito. L'attività riprende 15 minuti dopo, alle 11:25, cosa che apre un "buco temporale" di due ore e mezza circa che nel dibattito è stato definito "non indifferente".