Morte Domenico, tutti gli errori del "fallito trapianto": dal ghiaccio secco che "fumava" all'espianto anticipato di 14 minuti

Dal cuore riposto nel ghiaccio secco (probabilmente non sterile) che raggiunse temperature pari a -80°, al tentativo di scongelare l'organo con acqua, all'espianto autorizzato ingiustificatamente su Domenico

La morte di Domenico Caliendo, il piccolo di due anni deceduto, lo scorso sabato 21 Febbraio, dopo essere rimasto attaccato all'Ecmo per 60 giorni a seguito di un trapianto "fallito", è il risultato di una gravissima catena di leggerezzeerroriprotocolli ignorati. Sette gli indagati, tutti riferibili all'Ospedale Monaldi di Napoli dove al piccolo Domenico martedì 23 Dicembre veniva trapiantato un organo cardiaco irrimediabilmente compromesso. L'inchiesta, ora condotta dalle Procure di Bolzano e Napoli, sta facendo emergere giorno per giorno dettagli agghiaccianti di ciò che accadde nel corso dell'iter di espianto, trasporto e trapianto organo da Bolzano al capoluogo campano.

Morte Domenico, tutti gli errori del "fallito trapianto": dal ghiaccio secco che "fumava" all'espianto anticipato di 14 minuti

Tutto inizia in Trentino Alto-Adige quando all'Ospedale San Maurizio di Bolzano è in corso un intervento di espianto del cuoricino destinato a Domenico. Il clima sembra teso tra i sanitari napoletani e i colleghi di Innsbruck, sopraggiunti per un prelievo di reni e fegato. Qui il primo, gravissimo errore: il cuore viene collocato all'interno di un box-frigo di "vecchia generazione" - cioè non più a norma secondo i protocolli più aggiornati -, immerso in ghiaccio secco. E qui si colloca una testimonianza fondamentale: nonostante si fosse notato "un po' di fumo freddo" esalare dal ghiaccio fornito all'équipe partenopea guidata dalla chirurga Gabriella Farina (indagata), lo stesso sarebbe stato approvato e usato per riempire il contenitore "sotto e di lato". Il dialogo sull'idoneità del ghiaccio risale, secondo la documentazione, a dopo le ore 12.24 del 23 Dicembre, subito dopo il prelievo del cuore in presala. Nessuno si accorge che il ghiaccio usato è sbagliato: una soluzione capace di raggiungere i -80° bruciando i tessuti del muscolo.

A quanto risulta, dalle testimonianze non risulterebbe emergere la distinzione tra ghiaccio sterilenon sterile, né come sia potuto accadere che lo stesso fosse arrivato in secchi di plastica. Purtuttavia, almeno in questa prima fase delle indagini, la Procura di Napoli escluderebbe la responsabilità dei sanitari di Bolzano. Inoltre sembra che il ghiaccio secco sia stato versato da un operatore non specializzato (dunque non formato per conoscere le conseguenze di tale gesto), e comunque dopo l'ok dei medici napoletani.

Quindi: il trasporto, durante il quale il cuore diventa "un pezzo di ghiaccio". E qui si inserisce un altro gravissimo errore: le tempistiche di espianto del cuore di Domenico sarebbero state anticipate di almeno 14 minuti prima che il nuovo cuore entrasse in sala operatoria. Non solo: l'espianto a Domenico non avrebbe atteso neppure la telefonata che segnalava l'arrivo dell'organo, venendo "autorizzato" 4 minuti prima. Minuti a cui si sommano altri dieci minuti di trasporto del cuore per i corridoi della struttura ospedaliera.

Il cuore arriva, ma congelato. I medici tentano di scongelarlo con "acqua fredda, poi tiepida, poi calda"; nessuno si premura di fare valutazioni preliminari delle caratteristiche anatomiche del nuovo muscolo cardiaco, sebbene il dottor cardiologo Oppido (contro cui il legale della famiglia Caliendo ha presentato due denunce per omicidio) pare sapesse che "questo cuore non farà nemmeno un battito, non ripartirà mai". C'erano evidenze cliniche che confermavano che l'operazione non sarebbe mai andata in porto; eppure l'intervento venne ingiustificatamente  anticipato. Una situazione che, a quanto risulta, avrebbe generato più di una tensione, al punto da portare il cardiochirurgo a sferrare un calcio ad un termosifone. Vi sarebbe però, infine, un ultimo passaggio da chiarire: la mancanza della cartella anestesiologica, che il legale Petruzzi sta chiedendo alla Procura investigatrice.