Famiglia nel bosco, avvocata Solinas: "Genitori vessati da consulenti che dovrebbero aiutarli, non si fidano più delle istituzioni"
L’avvocata dei genitori denuncia la diffusione di una chat privata finita in tribunale e sui giornali: "Fiducia tradita, famiglia vessata"
L'avvocata della famiglia nel bosco di Chieti, Danila Solinas, ha affermato che i genitori dei tre piccoli, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, sarebbero continuamente "vessati dagli stessi consulenti che dovrebbero aiutarli", sostenendo poi che nessuno dei due si fida più delle istituzioni italiane.
Famiglia nel bosco, avvocata Solinas: "Genitori vessati da consulenti che dovrebbero aiutarli, non si fidano più delle istituzioni"
"Sono sbigottita, mi creda, turbata da quello a cui ho assistito in questi ultimi giorni": con queste parole l’avvocata Danila Solinas ha descritto lo stato d’animo suo e dei suoi assistiti, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, al centro della vicenda della famiglia nel bosco. Una situazione che, secondo la legale, avrebbe assunto contorni paradossali, fino a trasformare un atto di fiducia in un elemento di esposizione mediatica.
Nel mirino di Solinas c’è innanzitutto quella che è stata presentata come una “lettera” di Catherine, poi depositata in tribunale e finita sui giornali. "Quel testo era una chat privata fra la madre e la tutrice", ha chiarito l’avvocata. Un messaggio che, ha sottolineato, sarebbe stato sollecitato dalla stessa tutrice durante un incontro con la consulente: "Catherine, in totale buona fede, ha scritto delle osservazioni per spiegare il suo turbamento, le sue perplessità e le sue criticità. Lo ha fatto con fiducia, salvo poi ritrovarsi quello scritto depositato in tribunale e diffuso sui giornali".
La pubblicazione, avvenuta — ha affermato la legale — senza che la famiglia ne fosse informata, avrebbe aggravato la tensione. "A quello scritto nessuno ha risposto, ma ce lo siamo ritrovati in prima pagina sul quotidiano Il Centro, senza che noi ne sapessimo nulla", ha sostenuto Solinas. "Si chiede a questi genitori di fidarsi delle istituzioni, li si sollecita in tal senso, però poi si strumentalizza nel modo più bieco un atto di fiducia".
L’avvocata ha parlato di una famiglia che si sente "vessata" proprio da chi dovrebbe sostenerla. E ha chiarito anche un altro punto: pur essendo cittadini stranieri, Birmingham e Trevallion non possono lasciare l’Italia con i figli: "Potrebbero farlo in teoria, ma senza i bambini. Sarebbe assolutamente impensabile per loro".
Quanto al ruolo dei Paesi d’origine, Solinas ha spiegato che Regno Unito e Australia non sono intervenuti formalmente: "I consolati si stanno interessando alla vicenda, ma hanno inteso agire nel rispetto della legge italiana, confidando nella giustizia italiana". Una fiducia che ora la famiglia, attraverso la propria legale, chiede di vedere tradotta in garanzie concrete e in una gestione più riservata della vicenda.