Bimbo con cuore "bruciato", avviate cure palliative per fine vita, la mamma: "Lo lasciamo andare, non si è svegliato dopo estubazione"
Accolta la pianificazione condivisa delle cure per il piccolo Domenico: stop all’accanimento terapeutico mentre proseguono le indagini sul cuore danneggiato
Domenico, il bimbo di soli 2 anni sottoposto a un trapianto di cuore, poi fallito, in cui l'organo era "bruciato", non si è svegliato dopo l'estubazione. La mamma del piccolo, Patrizia Mercolino, e il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, hanno fatto sapere che da oggi inizieranno le cure palliative per il bambino, per accompagnarlo al fine vita con la minima sofferenza possibile. La madre ha detto: "Siamo rassegnati al fatto di lasciarlo andare, ormai".
Bimbo con cuore "bruciato", avviate cure palliative per fine vita, la mamma: "Lo lasciamo andare, non si è svegliato dopo estubazione"
All’ospedale Ospedale Monaldi di Napoli si apre una nuova e dolorosa fase nella vicenda del piccolo Domenico, il bambino di due anni sottoposto a un trapianto di cuore rivelatosi fatale. La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha presentato istanza per la Pianificazione Condivisa delle Cure (Pcc), accolta dalla struttura sanitaria. Da oggi inizierà il percorso terapeutico orientato esclusivamente all’alleviamento della sofferenza.
"Non si tratta di eutanasia, ma di una procedura necessaria a evitare l’accanimento terapeutico", ha precisato il legale durante la trasmissione Dritto e Rovescio. Dopo la sospensione della sedazione, il bambino non ha mostrato segni di risveglio, confermando una prognosi giudicata senza speranza dall’équipe medica.
La Pcc è prevista dall’articolo 5 della legge 219/2017, che disciplina consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Nel caso di minori, le decisioni vengono condivise tra medici e rappresentanti legali, con l’obiettivo di tutelare la dignità e il miglior interesse del paziente. Per Domenico, ciò significa interrompere terapie finalizzate alla guarigione e concentrare l’assistenza sulle cure palliative.
Parallelamente, proseguono le indagini giudiziarie. La Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati sei tra medici e paramedici coinvolti nell’espianto del cuore a Bolzano, nel trasporto e nell’intervento chirurgico. L’ipotesi è quella di lesioni colpose gravissime. Al centro dell’inchiesta, le modalità di conservazione dell’organo: secondo quanto emerso dagli audit interni, il cuore sarebbe stato raffreddato con ghiaccio secco anziché con ghiaccio d’acqua, compromettendone irrimediabilmente la funzionalità.
Intanto l’ospedale ha consegnato alla madre tutta la documentazione clinica relativa al ricovero e al trapianto, ora al vaglio di un consulente medico-legale di parte. Patrizia Mercolino, sempre accanto al figlio collegato da settimane alla macchina cuore-polmone, ha ringraziato per la solidarietà ricevuta, invitando chi desidera aiutare a sostenere l’Aido, associazione per la donazione di organi.