26 Gennaio 2026
Fabrizio Corona e Ivano Chiesa (imagoeconomica)
Fabrizio Corona presenta ricorso in appello contro l'ordinanza del Tribunale civile di Milano che ha bloccato la prossima puntata del suo format 'Falsissimo' su Alfonso Signorini e il suo storico avvocato Ivano Chiesa commenta la decisione parlando di censura che, in Italia, "non esiste più dal 1946. C'è la libertà di pensiero e di parola, in qualunque modo venga manifestata".
Il provvedimento cautelare urgente di inibitoria a carico di Corona, emesso dal giudice Roberto Pertile del Tribunale civile di Milano, come richiesto dagli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, che assistono Signorini, dispone che l'ex agente fotografico non potrà trasmettere on line la prossima puntata del suo format 'Falsissimo', che era prevista per lunedì 26 gennaio 2026, e dovrà anche rimuovere i contenuti delle due precedenti.
La decisione del giudice Roberto Pertile, come chiarito dall'avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Corona, verrà impugnata. "In Italia c'è la libertà di pensiero e di parola, in qualunque modo venga manifestata. La censura non c'è più in Italia dal 1946 - ha spiegato il legale -. Non esiste in Italia la possibilità di inibire a nessuno la possibilità di dire quello che vuole. Tu puoi intervenire dopo: se ti ho offeso mi quereli, ma non è che se pensi che domani ti offenderò ancora, allora mi impedisci di parlare, perché non siamo in Russia".
Dopo lo stop a Falsissimo, Corona ha dichiarato sui social: "lo, DA BRAVO CITTADINO (obbligato dall’Avv. Chiesa), mi adeguo al provvedimento e RIMUOVO, da questo momento, la possibilità per chiunque di visionare gli EPISODI 19 e 20.
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