Federica Torzullo uccisa dal marito Claudio Carlomagno in cabina armadio di casa e sepolta sotto 2m di terriccio vicino ad azienda di lui

Federica Torzullo uccisa in casa e sepolta nella ditta del marito. Decisivi Gps e tracce di sangue. Claudio Carlomagno in carcere, indagini su arma e possibili complici

È di Federica Torzullo il cadavere rinvenuto in un terreno adiacente all'azienda di movimentazione terra di Claudio Carlomagno, il marito, ad Anguillara Sabazia. Ora gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire il momento dell'omicidio e dell'occultamento del corpo. Le prime indagini vedono l'aggressione mortale alla donna nella cabina armadio della casa in cui la coppia ancora conviveva, per poi essere trasportata verso i terreni vicini alla ditta di Carlomagno. L'uomo avrebbe poi sepolto il cadavere a circa 2 metri di profondità sotto il terriccio.

Federica Torzullo uccisa dal marito Claudio Carlomagno in cabina armadio di casa e sepolta sotto 2m di terriccio vicino ad azienda di lui

Un castello di bugie crollato sotto il peso di prove definite dagli inquirenti "gravi, precise e concordanti". È questo il quadro che emerge dall’indagine sull’omicidio di Federica Torzullo, la funzionaria delle Poste di Fiumicino scomparsa l’8 gennaio e trovata morta dieci giorni dopo in un terreno adiacente all’azienda del marito, Claudio Carlomagno, ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma.

Secondo la procura di Civitavecchia, Federica è stata uccisa nella notte tra l’8 e il 9 gennaio all’interno della villetta di famiglia, quasi certamente nella cabina armadio della camera da letto. Il marito, 45 anni, avrebbe poi caricato il corpo in auto e lo avrebbe seppellito sotto circa due metri e mezzo di terriccio e detriti nella sua ditta di movimento terra in via Comunale San Francesco. Un tentativo di occultamento che, secondo gli investigatori, avrebbe dovuto far sparire per sempre il corpo.

A tradire Carlomagno è stato soprattutto il Gps, che ha ricostruito con precisione i suoi spostamenti tra casa, la ditta e le campagne circostanti. Proprio in uno dei terreni indicati dalla geolocalizzazione, a meno di tre chilometri dall’abitazione, è emersa una mano: era il corpo di Federica. Decisive anche le "copiose" tracce di sangue rinvenute con il luminol nella villetta, nell’auto, sul camion, sul mezzo meccanico e persino su un badile e un asciugamano. Un testimone ha inoltre riferito di aver visto l’uomo lavare accuratamente il cassone del camion il pomeriggio del 9 gennaio.

Il marito aveva denunciato la scomparsa della moglie il 9 gennaio, raccontando ai carabinieri una versione dei fatti poi smentita dai dati tecnici. Aveva parlato di un allontanamento volontario, ipotesi esclusa fin da subito da amici e colleghi della donna. Il telefono di Federica non è mai stato ritrovato, mentre quello dell’uomo risulta localizzato sempre negli stessi luoghi in cui si muoveva l’auto.

Carlomagno è stato fermato per il rischio di inquinamento delle prove ed è ora in carcere a Civitavecchia. Al momento non è stata ancora contestata l’accusa di occultamento di cadavere e manca l’arma del delitto. La procura indaga anche su eventuali complicità e valuta la premeditazione, alla luce dei comportamenti tenuti dall’uomo nelle ore successive all’omicidio.