Addio a Carolina Nicchia, morta a 64 anni membro class action contro Pfizer per effetti avversi del vaccino Covid, l'ultimo sms: "Mi hanno tolto la salute"

Tra le ultime comunicazioni di Carolina figura questa frase : "Sono in perenne fame d'aria. I miei polmoni non esistono più. Vendicatemi per la salute che mi hanno tolto". Gli effetti avversi del vaccino Covid sono molti, e molte le vittime che chiedono giustizia

La morte di Carolina Nicchia riporta al centro del dibattito pubblico il tema dei malori improvvisi, delle cure ospedaliere e delle richieste di verità e trasparenza avanzate da cittadini e comitati nati dopo la pandemia. La sua scomparsa, avvenuta dopo settimane di ricovero per una grave polmonite, è stata annunciata con un messaggio di commiato dal Comitato di Scopo Class Action Vaccino Covid19, a cui Carolina aveva aderito. Una vicenda che, a pochi anni dall’emergenza sanitaria, continua a sollevare interrogativi irrisolti.

Addio a Carolina Nicchia, morta a 64 anni membro class action contro Pfizer per effetti avversi del vaccino Covid, l'ultimo sms: "Mi hanno tolto la salute"

Con un messaggio diffuso pubblicamente, il Comitato di Scopo Class Action Vaccino Covid19 ha annunciato la scomparsa di Carolina Nicchia, descrivendola come una donna "forte, consapevole e determinata", impegnata fino all’ultimo nel chiedere giustizia e verità. Secondo quanto riportato, Carolina era ricoverata per una grave forma di polmonite, su un quadro clinico già complesso, e aveva più volte denunciato difficoltà assistenziali e terapeutiche. Il Comitato ha sottolineato come la sua morte non venga vissuta solo come un lutto personale, ma come "una ferita collettiva", inserita in un contesto più ampio di contestazione delle politiche sanitarie adottate durante il periodo pandemico.

Anche questo episodio riporta al centro dell’attenzione il tema dei malori improvvisi, che colpiscono persone senza una causa immediatamente definita. Gli effetti avversi del vaccino Covid includono eventi trombotici, miocarditi e pericarditi, disturbi neurologici, polmoniti, reazioni immunitarie gravi e complicanze oculari. Sono numerosi i casi di morte o gravi malori che, secondo la narrazione ufficiale, non presentano una spiegazione chiara, alimentando richieste di ulteriori approfondimenti e maggiore trasparenza, anche in relazione al periodo dell’obbligo vaccinale.

Il messaggio del Comitato di Scopo Class Action Vaccino Covid19

"Con immenso dolore e profonda indignazione apprendiamo della scomparsa della cara Carolina Nicchia, che ci ha lasciato nei giorni scorsi dopo una dura battaglia affrontata con coraggio, lucidità e una forza d’animo che resteranno per sempre scolpite nella nostra memoria. Carolina era una donna forte, consapevole, determinata. Aveva scelto di aderire alla Class Action promossa dal Comitato di Scopo perché aveva compreso, prima di molti altri, di essere stata vittima di un inganno e di un sistema che ha anteposto interessi estranei alla tutela della vita e della dignità umana. 

Colpita da una grave forma di polmonite, dal letto dell’ospedale in cui era ricoverata Carolina ha lanciato un grido disperato di aiuto. Un grido che non chiedeva privilegi, ma cure, attenzione, umanità. Negli ultimi giorni, consapevole del peggioramento delle sue condizioni, Carolina ci ha affidato un testamento morale fatto di parole pesanti come macigni, di verità scomode, di una richiesta chiara: non fermarsi, non arretrare, non tacere. La sua morte non è solo un lutto personale, ma una ferita collettiva. È l’ennesima prova di un fallimento che grida giustizia.

In memoria di Carolina Nicchia, e di tutti coloro che non hanno più voce, il Comitato di Scopo rinnova con fermezza il proprio impegno: porteremo avanti la nostra iniziativa fino in fondo, senza paura e senza compromessi.

Ciao Carolina. La tua battaglia è diventata anche la nostra."

I messaggi di Carolina Nicchia dall’ospedale

Nei giorni precedenti alla morte, Carolina Nicchia aveva inviato una serie di messaggi via sms, riportati integralmente dal Comitato. Le date vengono qui indicate solo per introdurre le comunicazioni.

14 dicembre
"Io sto di nuovo in ospedale, con brutta polmonite su polmoni già fragili. Ho aderito alla class action. Spero di riuscire a vedere un risultato. Mi stanno riempiendo di ossigeno facciale a 8-10. Anyb Soldesan Fluimucil Antib Complesso VitaB Vorrei scappare e ma sono immobilizzata a letto, dipendente di acqua e cibo. Gli ospedali sono diventati territori di tortura, però sto incontrando un ottimo personale infermieristico medico. Ospedaliero"

16 dicembre
"Non riesco a spiegarmi come ho preso una polmonite così aggressiva. Pur vero che ho fibrosi polmolare, ma era stabile. Non capisco. Possono avermi infettato i vaccini dell'antinfluenzale o polmonale. Me ne stavo a casa senza contatto con altri e sto qui con circa 10 giorni di maschera e decone di flacono fra Antib, Soldesan, Magnesio, Ster, Fluimucil, Atri, Antibiotico, Invena e poi Eparina. Ma niente migliora né il respiro né la mia sofferenza. Sto cominciando a temere per la mia vita."

18 dicembre
"Sta andando sempre peggio. Circa 10 giorni terapia massiccia e l'infezione non diminuisce. E in più in questo ospedale ogni turno medico cambia maschera, senza consultarsi con i medici che avevano consigliato altri tipo. Devo scendere da questo treno impazzito che è questo ospedale. Ci starebbe qualcuno che possa farmi ricoverare in un reparto pneumologica dove sappiano ciò che c'è da fare? Sono della provincia di Salerno, ricoverata ospedale Nocera Inferiore. Reparto medicina, chiedo aiuto. No, sono in grado di trovare contatti validi per eventuali trasferimenti. Mi chiamo Nicchia Carolina."

26 dicembre
"Buongiorno Sara, l'ultima volta che scrivo, sono in perenne fame d'aria. I miei polmoni non esistono più. Vendicatemi per la salute che mi hanno tolto. Per contatti rivolgetevi a mio figlio, Nicchia Carolina."

La storia di Carolina Nicchia si inserisce così in un contesto più ampio, segnato da ingiustizia, domande irrisolte e dalla richiesta, sempre più forte, che nessuna vicenda venga archiviata senza risposta.