03 Giugno 2023
Sea Eye - foto @LaPresse
La Ong tedesca Sea Eye è stata sottoposta, insieme alla nave Mare-Go a 20 giorni di fermo per non aver rispettato il decreto Piantedosi. Nello specifico le due navi hanno rifiutato di eseguire gli ordini della Capitaneria di Porto.
La nave Mare-Go, con a bordo 36 migranti soccorsi nel Mediterraneo, aveva ricevuto l’ordine di attraccare a Trapani, ma in barba alle normative è approdata sull’isola di Lampedusa.
Ad attenderla nel porto c’erano guardia costiera e guardia di finanza che hanno proceduto al fermo.
“Dopo aver salvato 36 persone in mare è stato assegnato il porto di Trapani, a un minimo di 32 ore di distanza – ha fatto sapere la Ong tedesca -. Abbiamo chiaramente comunicato alle autorità che Mare Go non è attrezzata per curare le persone soccorse in movimento per quel periodo di tempo e che il nostro equipaggio è stato in mare aperto per diversi giorni effettuando diverse operazioni di soccorso e quindi è irragionevole continuare così tante ore di navigazione per quanto riguarda il benessere delle persone soccorse e del nostro equipaggio. Ecco perché abbiamo deciso di dirigerci invece verso Lampedusa”.
L’hotspot di Lampedusa però, al momento dello sbarco, ospitava già 530 migranti, più di 100 rispetto alla capienza consentita. La mossa della ong tedesca, per la capitaneria, è una violazione al decreto Piantedosi.
Stessa sorte per la nave Sea Eye che aveva ricevuto l’ordine di approdare a Ortona. La nave che a bordo aveva 17 naufraghi soccorsi in acque libiche, ha allungato i tempi soccorrendone altre 32 in acque maltesi, non avvicinandosi al porto di Ortona il prima possibile. Per questo la nave è stata sottoposta a fermo.
La ong tedesca protesta contro il provvedimento: “un altro riprovevole tentativo di criminalizzare il salvataggio in mare per giustificare un'azione statale sempre più brutale. Il Sea-Eye ha interrotto il suo avvicinamento a Ortona martedì sera - spiega l'organizzazione - perché c'era una chiamata di soccorso da una barca con più di 400 persone nella zona di ricerca e soccorso maltese. La barca è stata infine individuata dall'aereo di ricerca civile Seabird. Poiché nessun attore statale ha confermato il coordinamento dell'emergenza marittima e Malta non ha coordinato per molti mesi le emergenze, la missione di salvataggio aggiuntiva per Sea-Eye era senza alternative”.
Il presidente di Sea Eye Gorden Isler, ha dichiarato che l’assegnazione dei porti da parte delle autorità italiane, "significheranno sempre che dovremo decidere durante il viaggio se rispondere a più chiamate di soccorso in arrivo. Certo che lo faremo anche se questo poi porterà ad accuse di violazione delle leggi italiane".
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