27 Ottobre 2022
Fonte: Facebook
Si è conclusa con un patteggiamento l'udienza preliminare davanti al Tribunale di Prato per l'omicidio colposo di Luana D'Orazio, l'operaia 22enne di Pistoia morta per un infortunio sul lavoro il 3 maggio 2021 risucchiata da un orditoio in una fabbrica tessile a Oste di Montemurlo, nel distretto tessile di Prato. A patteggiare sono stati Luana Coppini e Daniele Faggi, i due principali imputati, titolari della ditta. Coppini ha patteggiato due anni di reclusione, mentre Faggi un anno e sei mesi. "Sono delusa, amareggiata per questa decisione della giustizia", ha commentato Emma Marrazzo, la madre di Luana, a cui il Tribunale ha affidato il nipotino, non appena lo ha saputo.
Il patteggiamento è stato avanzato dagli avvocati Alberto Rocca e Barbara Mercuri, difensori degli imputati. Il pubblico ministero Vincenzo Nitti ha dato il consenso e la sentenza è stata pronunciata dal giudice Francesca Scarlatti. L'udienza si è tenuta oggi, giovedì 27 ottobre 2022.
Durante l'udienza è stata discussa anche la posizione del terzo indagato, tecnico della sicurezza, Mario Cusimano, che è stato rinviato a giudizio. Al processo verrà poi discussa anche la posizione della società dell'orditura tessile in qualità di persona giuridica. L'avvocato Gabriele Capetta ha chiesto un patteggiamento inoltre per la ditta che consiste in una sanzione amministrativa di 10.300 euro.
"Sono molto delusa. Speravo in una pena più giusta", ha detto Emma Marrazzo, madre di Luana D'Orazio, commentando la notizia del patteggiamento della titolare dell'orditura di Oste di Montemurlo (Prato) dove è morta la figlia 22enne, e del marito, ritenuto il titolare di fatto della fabbrica dove la giovane ha perso la vita mentre lavorava.
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