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Siccità Italia, stato di emergenza per 5 regioni: Cdm stanzia 36,5 milioni

Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia Romagna sono le prime 5 regioni d’Italia ad aver ottenuto dal governo lo stato di emergenza per la siccità fino al 31 dicembre 2022

05 Luglio 2022

Siccità Italia, stato di emergenza per 5 regioni: Cdm stanzia 36,5 milioni

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato d'emergenza per siccità per Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte. Per far fronte alla crisi idrica nelle cinque Regioni sono stati stanziati in tutto circa 36 milioni e mezzo di euro: 10,9 milioni per l'Emilia-Romagna, 4,2 milioni per il Friuli, 9 milioni per la Lombardia, 7,6 milioni per il Piemonte e 4,8 milioni per il Veneto.

Siccità Italia: Cdm decide stato di emergenza per 5 regioni

Dopo settimane di caldo record, l'agricoltura al collasso e i fiumi a secco, il governo ha reso infine ufficiale l'emergenza, in vista di un decreto ad hoc con la nomina di un commissario straordinario e l'avvio delle prime procedure per contrastare la siccità in Italia.

Stando ai dati forniti da Coldiretti, sono circa 270mila le aziende agricole che si trovano nelle Regioni interessate dallo stato d'emergenza. "Un capitale dell'agroalimentare Made in Italy che rischia di sparire sotto i colpi della siccità, con i danni che hanno già superato i tre miliardi di euro", spiega l'associazione che rilancia il progetto, realizzato insieme con l'Associazione nazionale delle bonifiche, per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti) per arrivare a raccogliere il 50% dell'acqua dalla pioggia. "Ma per fare ciò - chiosa il presidente Ettore Prandini - è necessario che la questione sia trattata per quella che è, e cioè una vera e propria emergenza nazionale".

Siccità, Cdm stanzia 36,5 milioni

In tutto sono stati stanziati 36,5 milioni di euro: 10,9 per l’Emilia Romagna; 4,2 per il Friuli Venezia-Giulia; 9 per la Lombardia; 7,6 per il Piemonte, 4,8 per il Veneto. Lo stato di emergenza, ha spiegato Palazzo Chigi, "è volto a fronteggiare con mezzi e poteri straordinari la situazione in atto, con interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche». Oltre alle 5 regioni del Nord, lo stato d’emergenza ne potrebbe coinvolgere presto altre che hanno già fatto richiesta o la faranno nei prossimi giorni, come Umbria, Lazio, Toscana e Liguria. Lo spiega Palazzo Chigi in una nota: «All’esito di ulteriori approfondimenti potranno essere adottate ulteriori deliberazioni per il completamento delle attività o per l’avvio di nuovi e diversi interventi".

Ma, spiega la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini, "questo è un primo passo per andare incontro a questa ennesima emergenza, è chiaro che il governo non si fermerà qui: ci saranno altre misure e siamo concentrati sulla messa a terra delle risorse del Pnrr dedicate proprio a questa tematica". Il governo, per quella che lo stesso Draghi ha ricordato essere « la crisi idrica più grave degli ultimi 70 anni", è al lavoro infatti su un decreto sulle "Disposizioni urgenti per la prevenzione e contrasto della siccità e per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche» che prevede, tra le altre cose, la nomina di un commissario straordinario e una struttura commissariale di 30 persone per interventi a breve e lungo termine, anche strutturali. L’approvazione era attesa ieri in Consiglio dei ministri, ma la visita del premier in Trentino per l’incidente in Marmolada ha cambiato i programmi e il decreto slitterà nei prossimi giorni e quindi anche la nomina del commissario. Intanto le regioni in stato di emergenza potranno ottenere rimborsi per le spese sostenute finora, ma per i ristori per l’agricoltura bisognerà aspettare che le regioni dichiarino lo stato di calamità. Inoltre Il fondo di solidarietà del ministero delle Politiche agricole ammonta a 13 milioni di euro e sicuramente servirà un intervento del ministero dell’Economia per rinforzarlo. «Siamo stati i primi a chiedere lo stato di emergenza - dice Luca Zaia governatore del Veneto -, ora attendiamo di capire i dettagli e aspettiamo la nomina del commissario per essere operativi; è fondamentale poi dare ristori a chi ha subito danni". E il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini annuncia: "Ci concentreremo sulla costruzione di un nuovo sistema di invasi e sull’ammodernamento della rete idrica". Intanto Coldiretti calcola in oltre 3 miliardi di euro i danni per l’agricoltura. 

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