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Insegnanti non vaccinati e sospesi per obbligo vaccinale, giudice riconosce: "Vanno risarciti"

La sentenza di un giudice del lavoro di Treviso riconosce la legittimità del ricorso presentato da alcuni docenti: è il governo stesso, con la nuova normativa, ad aver abrogato le sanzioni

14 Maggio 2022

Obbligo vaccinale per docenti e Forze dell'Ordine da oggi: pronte multe e sospensioni

Fonte: lapresse.it

Un giudice del lavoro ha riconosciuto con una sentenza potenzialmente storica che gli insegnanti non vaccinati e sospesi per l'obbligo vaccinale "vanno risarciti". È quanto ha stabilito il giudice di Treviso Massimo Galli lo scorso 10 maggio, riconoscendo la legittimità del ricorso presentato da 34 docenti trevigiani. Dettaglio beffardo, a riconoscere il carattere illegittimo delle sanzioni conseguenti al mancato obbligo vaccinale, ossia la sospensione dal lavoro e la mancata retribuzione, è stato proprio lo Stato italiano. Il decreto legge entrato in vigore lo scorso 24 maggio ha infatti superato la precedente disciplina e anche se per gli insegnanti l'obbligo vaccinale resta in vigore fino al prossimo 15 giugno, ora chi non si è vaccinato può comunque rientrare a scuola, anche se non può insegnare. In pratica, le norme prima in vigore sono state abrogate con effetto retroattivo

Insegnanti non vaccinati e sospesi per obbligo vaccinale: "Vanno risarciti"

Di conseguenza, gli insegnanti che hanno fatto ricorso hanno diritto alle retribuzioni non percepite a partire dallo scorso 15 dicembre, quando entrò in vigore l'obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. Un risarcimento giustificato, come detto, proprio dal governo italiano che ha modificato la disciplina vigente. L'avvocato milanese Mauro Sandri, che difendeva i docenti ricorrenti, ha espresso tutta la sua soddisfazione annunciando che intende chiedere anche i danni morali

"Rappresento almeno duemila docenti non vaccinati in tutta Italia e questa sentenza è stata accolta con enorme soddisfazione", ha dichiarato il legale al quotidiano La Verità. "Le domande delle parti ricorrenti devono ritenersi essere state soddisfatte dal legislatore prima ancora che in sede giudiziale", si legge nella parte essenziale della sentenza. 

Attuale disciplina non prevede sospensione e mancata retribuzione

In pratica, è stato lo stesso governo ad ammettere che le sanzioni originarie erano sproporzionate. Adesso, infatti, i docenti che non si sono vaccinati possono lavorare a scuola: i dirigenti scolastici destinano chi non ha rispettato l'obbligo ad "attività di supporto alla istituzione scolastica". Ma non vengono più sospesi e percepiscono regolarmente lo stipendio. 

La sentenza potrebbe invogliare altre centinaia di docenti a effettuare ricorsi che obbligherebbero lo Stato a ingenti risarcimenti. "La condanna del governo deve essere dichiarata non solo a livello patrimoniale, ma anche morale", spiega Sandri giustificando la richiesta, appunto, dei danni morali. "Tutte le discriminazioni di questi anni sono state l’esercizio brutale di un potere arbitrario, avente la finalità di distruggere il corpo sociale", conclude l'avvocato. La giurisprudenza in materia è arrivata sinora a risultati contrastanti: qualche giorno fa un giudice della Toscana aveva riconosciuto, invece, la legittimità delle decisioni prese dal governo. 

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