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Obbligo vaccinale, il Tar del Lazio reintegra 26 militari che avevano fatto ricorso

Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di reintegro al lavoro e del ripristino della retribuzione di 26 militari che non avevano adempiuto all'obbligo vaccinale

15 Febbraio 2022

Obbligo vaccinale, il Tar del Lazio reintegra 26 militari che avevano fatto ricorso

Fonte: lapresse.it

Con un decreto cautelare, in data 14 febbraio il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di reintegro al lavoro di 26 militari che non avevano adempiuto all'obbligo vaccinale. Un'importante novità per i lavoratori che in questi mesi si stanno battendo contro le disposizioni sanitarie del governo. Il tribunale ha inoltre accolto la richiesta di ripristino al percepimento della retribuzione, sospesa proprio a seguito del rifiuto alla somministrazione del vaccino. La decisione del Tar segue quella analoga in cui erano stati accolti i ricorsi di tre dipendenti del ministero della Giustizia. 

Obbligo vaccinale, il Tar del Lazio dispone il reintegro di 26 militari

I ricorsi erano stati presentati lo scorso 8 febbraio tramite lo studio legale Monte e Itamil, l’organizzazione sindacale italiana dei militari. I militi contestavano la sospensione dello stipendio e l'allontanamento dal servizio a seguito del mancato adempimento all'obbligo vaccinale, come disposto dal decreto 172 del 26 novembre 2021 dicembre per le forze armate e altre categorie. A seguire il ricorso è stata l’avvocata Giulia Monte, che in tale contesto aveva chiesto l’intervento del giudice monocratico per esprimersi nell’immediatezza sull’efficacia del provvedimento deciso dal governo e, con apposite circolari, ribadito anche dal ministero della Difesa.

decreto-tar-militari-vaccino

Al momento il provvedimento del Tar ha sospeso l’efficacia delle sospensioni dello stipendio per tutti i militari delle forze armate nei confronti dei quali sono state predisposte, questo dovrebbe anche comporterà la riammissione in servizio dei militari. Occorre però precisare che la mancata erogazione dello stipendio non era stata messa in atto per tutti i ricorrenti, ma per buona parte di essi, appartenenti a diversi reparti, come previsto dal decreto 172. Nel pronunciarsi, il giudice ha in seguito  rimandato ad una riunione collegiale fissata per il prossimo 16 marzo 2022, dedicata a un’ulteriore pronunciamento nel merito.

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